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Tendenza

«Patch cutanea? Non è più un tabù», spiega Riccardo Lodoli (Hair Again)

di Redazione web

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Lui per primo, parrucchiere nel dna, ha provato su se stesso le prime patch

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Mai più senza capelli, ora che la patch non è più un tabù sempre più persone decidono di utilizzarla. "Il mio rammarico è non averlo fatto prima", racconta un cliente di Hair Again. Uno die tanti che ha deciso di dire baste alla perdita di capelli. "Dieci anni fa era tutto un po' diverso", spiega Riccardo Lodoli che a Roma gestisce la sua creatura imprenditoriale, Hair Again (da poco ha aperto un nuovo centro anche a Padova). "L'età delle persone che vengono da noi varia: ragazzi giovanissimi che iniziano con il diradamento e adulti, ma quasi tutti oggi decidono di dire basta alle calvizie", spiega Lodoli. Lui per primo, parrucchiere nel DNA, ha provato su se stesso le prime patch. "Parliamo di oltre 15 anni fa, ero all'inizio. Ora il prodotto è davvero cambiato diventando molto competitivo anche a livello di prezzi e prodotti. Se pensate che prima venivano utilizzate colle mediali, oggi invece tape ed è molto più semplice la manutenzione a casa", dice ancora Lodoli. 

D'estate, così, la moda dei capelli (magari gelatinati) al mare diventa sempre più viva. "Un tempo indossare la patch era un tabù. Qualsiasi persona si vergognava, oggi questo per fortuna non accade affatto perché la gente finalmente capisce che è qualcosa che rende più piacevole la nostra vita, come il trucco o come gli accessori", tuona Lodoli. Lui, poco più di 32 anni, è un artigiano dei capelli. "Ci scrivono da tutta Italia per consulenze, sempre gratuite. Poi con i miei clienti capisco qual è il miglior prodotto. Bisogna sempre fidarsi del proprio parrucchiere", scherza. Lodoli, tra l'altro, ha sempre strizzato l'occhio alla tecnologia: app per prenotare tagli e manutenzione, scelta della patch con AI, Academy e- ovviamente - Ecommerce. E osa: "Se non sarai soddisfatto ti rimborseremo l'intera spesa al 100%".

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