Il Tirreno

Spazio

Scie e detriti luminosi nei cieli italiani: gli avvistamenti e l’ipotesi sulla causa

di Redazione web

	Foto da video di Giuseppe Feniello
Foto da video di Giuseppe Feniello

Secondo quanto riportato dal portale Astronomitaly, in alcune zone della Puglia sarebbero stati percepiti anche forti boati

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Alle 5:44 di oggi, lunedì 13 aprile 2026, una scia luminosa ha attraversato i cieli del Centro e soprattutto del Sud Italia, offrendo uno spettacolo visibile in diverse regioni. Il fenomeno è stato associato alla disintegrazione di detriti spaziali durante il rientro nell’atmosfera terrestre.

Secondo quanto riportato dal portale Astronomitaly, in alcune zone della Puglia sarebbero stati percepiti anche forti boati. Le segnalazioni arrivano da un’area molto ampia, che va da Venafro, in provincia di Isernia, fino a Faeto, nel Foggiano, passando anche per Napoli. Una diffusione così estesa fa pensare che l’oggetto si trovasse a grande altitudine nel momento in cui si è frammentato.

Il processo alla base di questo fenomeno è noto come ablazione: quando un corpo entra nell’atmosfera a velocità elevatissime, l’aria davanti ad esso viene compressa e riscaldata a temperature estremamente alte, provocando la fusione e la progressiva disintegrazione del materiale. È lo stesso meccanismo che genera le meteore, comunemente chiamate stelle cadenti, e i bolidi più luminosi.

In questo caso, le numerose scie osservate e documentate in diversi video – tra cui quello diffuso da Giuseppe Feniello e condiviso dalla pagina di divulgazione scientifica “Chi ha paura del buio” – fanno pensare alla frammentazione di parti di un oggetto artificiale. Tra le ipotesi più accreditate, quella che si tratti del secondo stadio di un razzo di origine cinese.

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