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Si inventano tumore del figlio 15enne: organizzano raccolta fondi e spendono i soldi tra cene e benzina

di Redazione web

	Stephanie Skeris Edward Downing
Stephanie Skeris Edward Downing

Le indagini della Contea di Dixie ricostruiscono una messinscena durata mesi: una comunità intera convinta ad aiutare un ragazzo creduto gravemente malato, mentre i genitori trasformavano la solidarietà in un bancomat personale

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Una vicenda che ha scosso la comunità della Contea di Dixie, in Florida, dove due genitori sono finiti in manette con accuse pesantissime. Edward Downing e Stephanie Skeris, secondo gli investigatori, avrebbero costruito una falsa storia di malattia attorno al loro figlio quindicenne, sostenendo che fosse affetto da un tumore in fase avanzata che avrebbe compromesso diversi organi vitali. Una narrazione drammatica, diffusa tra cittadini e attività locali, con l’obiettivo di raccogliere donazioni.

La raccolta fondi e la comunità ingannata

Tra chi aveva creduto alla loro richiesta d’aiuto c’era anche il ristorante Papa Luigi’s, che nel marzo 2025 aveva lanciato un’iniziativa solidale: tre dollari devoluti per ogni piatto acquistato. I dipendenti del locale, come il giovane Dylan Walker, erano convinti di contribuire a sostenere un ragazzo gravemente malato. «Se capitasse alla vostra famiglia, vorreste essere aiutati», aveva dichiarato allora, ignaro della truffa. Le indagini hanno poi rivelato che il quindicenne non aveva alcuna diagnosi oncologica. I soldi raccolti, invece di essere destinati a cure mediche inesistenti, sarebbero stati utilizzati per spese quotidiane e personali: benzina, cene fuori, prelievi al bancomat. Tutto documentato nei rapporti finanziari acquisiti dagli inquirenti.

Le interviste e la messinscena

Prima che la verità emergesse, la coppia aveva rilasciato interviste a media locali, descrivendo nei dettagli la presunta malattia del figlio. Skeris aveva parlato di visite mediche costose, mentre Downing si era presentato come un padre che viveva nell’angoscia quotidiana. Anche il ragazzo aveva raccontato di un rigonfiamento al petto che avrebbe fatto scattare i controlli ospedalieri. Non è ancora chiaro se fosse consapevole della truffa orchestrata dai genitori.

Le accuse

Ora i due adulti dovranno rispondere di una lunga serie di reati: truffa, frode nelle comunicazioni e negligenza nei confronti di un minore. La comunità, che si era mobilitata per aiutare quella che sembrava una famiglia in difficoltà, attende di capire come si sia potuti arrivare a un inganno di tale portata.

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