È morto Antonino Zichichi, addio al pilastro della fisica delle particelle
Da anni denunciava con forza la diffusione dell’astrologia e, più in generale, delle credenze prive di fondamento scientifico, che definiva una vera e propria “Hiroshima culturale”
Antonino Zichichi, tra i più noti fisici italiani del Novecento e figura di spicco nella divulgazione scientifica, è morto lunedì 9 febbraio, all’età di 96 anni. Per decenni è stato un punto di riferimento nel campo della fisica delle particelle, contribuendo allo sviluppo di ricerche e istituzioni che hanno segnato la storia della disciplina.
L’impegno contro superstizioni e pseudoscienze
Accanto alla carriera accademica, Zichichi aveva portato avanti una battaglia culturale che lo aveva reso popolare anche fuori dai laboratori. Da anni denunciava con forza la diffusione dell’astrologia e, più in generale, delle credenze prive di fondamento scientifico, che definiva una vera e propria “Hiroshima culturale”. Un’espressione che sintetizzava la sua convinzione: la conoscenza è un argine indispensabile contro la disinformazione.
Un’eredità che va oltre la ricerca
Il suo nome resta legato non solo ai contributi scientifici, ma anche alla capacità di raccontare la scienza al grande pubblico, difendendo il metodo scientifico come strumento di libertà e progresso. La comunità scientifica lo ricorda oggi come uno dei protagonisti della stagione che ha portato la fisica italiana a dialogare con i più importanti centri di ricerca internazionali.
