Nuovo decreto Sicurezza, stretta del Governo: fermo preventivo, scudo penale, divieti e sgomberi – Cosa cambia
Approvato dal Consiglio dei ministri: alcune norme sono state riviste, altre invece sono state stralciate. Ecco l’elenco aggiornato
Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo pacchetto Sicurezza, un intervento ampio che modifica diversi ambiti: dalle misure per l’ordine pubblico alle norme sull’immigrazione, fino alle regole per la vendita di armi bianche ai minori. Il decreto entra in vigore immediatamente, mentre un disegno di legge parallelo introduce ulteriori disposizioni su ricongiungimenti familiari e sgomberi. L’esecutivo aveva annunciato il provvedimento nei giorni scorsi, ma gli scontri di Torino hanno accelerato la tabella di marcia. Le interlocuzioni con il Quirinale, però, hanno imposto correzioni significative: alcune norme sono state riscritte, altre eliminate del tutto, come la cauzione per gli organizzatori dei cortei e la cosiddetta “norma Almasri”.
Fermo preventivo: durata ridotta e criteri più stringenti
La misura più discussa, il fermo preventivo dei manifestanti, resta nel testo ma in una versione molto diversa da quella inizialmente immaginata. Il trattenimento non potrà superare le 12 ore (e non 24) e scatterà solo in presenza di elementi concreti che indichino un pericolo reale per la sicurezza della manifestazione. Il decreto elenca una serie di condizioni che possono giustificare il fermo: possesso di armi o oggetti atti a offendere, uso di caschi o strumenti che impediscono l’identificazione, petardi, precedenti specifici per violenze durante cortei negli ultimi cinque anni. La misura dovrà essere comunicata subito alla magistratura, che valuterà se convalidarla.
Scudo penale: non solo per le forze dell’ordine
Anche lo scudo penale è stato rivisto. La maggioranza voleva limitarlo agli agenti, ma il Colle ha chiesto di estenderlo a tutti i cittadini per evitare trattamenti privilegiati. La norma prevede che, nei casi in cui appaia evidente una causa di giustificazione – come legittima difesa, adempimento di un dovere o uso legittimo delle armi – il pubblico ministero effettui una semplice annotazione preliminare, senza procedere subito all’iscrizione nel registro degli indagati. La decisione finale resta comunque nelle mani del giudice.
Stop ai coltelli per i minori e sanzioni più dure
Il decreto introduce un divieto esplicito di vendita e detenzione di armi da taglio per i minori. Le sanzioni sono pesanti: multe da 500 a 3.000 euro, che possono arrivare fino a 12.000 in caso di recidiva, oltre alla sospensione o revoca della licenza per gli esercenti, compresi gli shop online. I negozi dovranno inoltre tenere un registro elettronico aggiornato quotidianamente.
Piazze vietate ai condannati per terrorismo o violenze
Chi è stato condannato per reati come terrorismo, devastazione, saccheggio o lesioni contro agenti, sanitari o arbitri non potrà partecipare a manifestazioni pubbliche. Il questore potrà imporre l’obbligo di presentarsi in commissariato durante lo svolgimento dei cortei. La violazione del divieto comporta pene da quattro mesi a un anno.
Ricongiungimenti familiari e sgomberi: cosa cambia
Sul fronte immigrazione, il governo interviene con un disegno di legge che restringe i criteri per i ricongiungimenti familiari dei minori stranieri, puntando a limitare l’arrivo ai soli parenti stretti e introducendo nuovi requisiti economici. Per quanto riguarda gli sgomberi, le procedure introdotte nel 2025 per le prime case vengono estese a tutti gli immobili: anche seconde case e proprietà non abitative occupate abusivamente saranno soggette a liberazione immediata.
Le norme eliminate: cauzione e “caso Almasri”
Due misure annunciate nei giorni scorsi sono state stralciate. La cauzione per gli organizzatori dei cortei è stata giudicata incompatibile con la libertà di riunione garantita dalla Costituzione. È stata eliminata anche la norma che prevedeva l’espulsione verso il Paese d’origine dei soggetti considerati pericolosi, ritenuta in contrasto con i trattati internazionali.
