Un pezzo di razzo (11 tonnellate) sta tornando sulla Terra: dove e quando potrebbe cadere
Gli esperti di Eu Est: «Lo ZQ-3 R/B è un oggetto di dimensioni considerevoli che richiede un attento monitoraggio»
È atteso per oggi, venerdì 30 gennaio, il rientro non controllato nell’atmosfera terrestre del detrito spaziale ZQ-3 R/B, identificato come il secondo stadio del razzo cinese Zhuque-3, lanciato il 3 dicembre 2025 dalla startup aerospaziale LandSpace. Il corpo orbitante ha una massa stimata di circa 11 tonnellate e una lunghezza di 12 metri.
Le più recenti stime del sistema europeo di sorveglianza e tracciamento spaziale (Eu Sst) indicano una possibile finestra di rientro attorno alle 12:04 (ora italiana), anche se l’incertezza resta ampia, pari a circa sette ore. A causa dell’inclinazione dell’orbita, il punto di rientro potrebbe collocarsi in una vasta area compresa tra i 57 gradi di latitudine nord e sud, una fascia che abbraccia gran parte del pianeta, includendo oceani e numerose regioni continentali, tra cui porzioni degli Stati Uniti e dell’Europa centro-meridionale.
«Il Centro operativo italiano, che coordina per l’Unione europea le analisi sui rientri atmosferici dei detriti spaziali, è impegnato nel raffinamento delle previsioni su tempi e possibili aree di impatto», spiegano gli specialisti di Eu Sst. «L’approssimarsi dell’evento consentirà calcoli più precisi, ma l’assenza di controllo sull’oggetto rende inevitabile un margine di incertezza».
Lo Zhuque-3 è un vettore di nuova concezione, alimentato a metano e ossigeno liquido, pensato per una parziale riutilizzabilità. Alto 66 metri e con una massa al lancio di circa 550 tonnellate, è composto da due stadi ed è progettato per immettere fino a 10 tonnellate di carico utile in orbita bassa terrestre. Durante il volo inaugurale di dicembre, il tentativo di recupero del primo stadio tramite atterraggio verticale non è riuscito: il booster è andato distrutto nelle fasi finali della discesa. Il secondo stadio ha invece completato correttamente la missione iniziale, ma successivamente non è stato in grado di mantenere un’orbita stabile, avviando così il processo che porterà al rientro atmosferico. «Lo ZQ-3 R/B è un oggetto di dimensioni considerevoli che richiede un attento monitoraggio», osservano gli esperti di Eu Sst.
