Canone Rai 2026, cosa c’è da sapere: chi deve pagarlo e chi no, quello “speciale” e le scadenze da non dimenticare
Introdotto in Italia nel 1938, l’obbligo è rimasto invariato nonostante i cambiamenti tecnologici: tutti i dettagli e le modalità
ROMA. Il canone Rai è stato introdotto in Italia nel 1938 – all’epoca era una “tassa di concessione governativa” – per garantire un finanziamento stabile al servizio pubblico radiotelevisivo e l’obbligo è rimasto invariato nonostante i cambiamenti tecnologici, come l’avvento della televisione digitale e delle piattaforme di streaming.
Di cosa parliamo
Il canone Rai nel corso degli anni ha visto modifiche alla normativa per semplificarne il pagamento e contrastare l'evasione. A fare luce su importo, modalità di pagamento e criteri per ottenere l’esenzione è Agnese Giardini di Immobiliare.it che ricorda come il pagamento del Canone Rai è obbligatorio per chiunque possieda un televisore in grado di ricevere trasmissioni radiotelevisive, anche se non si guardano i programmi della Rai.
Il principio fondamentale è che il possesso di un televisore implica automaticamente la possibilità di usufruire del servizio pubblico. L’obbligo riguarda tutti i cittadini che detengono un contratto di fornitura elettrica residenziale per l’abitazione principale. In questi casi, l’addebito avviene automaticamente nella bolletta dell’elettricità, indipendentemente dal fatto che l’apparecchio venga effettivamente utilizzato.
Come funziona (e l’importo)
Il sistema attuale prevede che il Canone Rai sia addebitato direttamente nella bolletta dell’energia elettrica dell’abitazione principale. L’importo per il 2026 rimane invariato rispetto agli anni precedenti, fissato a 90 euro annuali, e viene suddiviso in dieci rate mensili, ciascuna da 9 euro, addebitate da gennaio a ottobre.
Per chi non ha un contratto di energia elettrica intestato, come nel caso di abitazioni affittate con utenze a nome del proprietario, il pagamento del Canone Rai può essere effettuato tramite modello F24.
Canone «speciale» ed esenzioni
In alternativa, chi detiene apparecchi in strutture pubbliche o per attività commerciali (come hotel, bar e ristoranti) è soggetto al cosiddetto “canone speciale”, con importi variabili in base alla categoria dell'esercizio.
La legge prevede alcune esenzioni specifiche che riguardano determinate categorie di persone. Anziani con basso reddito: i cittadini che hanno compiuto 75 anni e che dichiarano un reddito complessivo familiare non superiore a 8.000 euro annui possono richiedere l'esenzione completa. Non detentori di apparecchi televisivi: chi non possiede un televisore può presentare una dichiarazione sostitutiva di non detenzione. Importante sottolineare che l’autocertificazione va rinnovata ogni anno. Diplomatici e militari stranieri: i funzionari appartenenti a rappresentanze diplomatiche e consolari, così come il personale militare straniero, possono beneficiare dell'esenzione, purché appartengano a Stati che prevedono la reciprocità di trattamento per i cittadini italiani.
Il Canone Rai è dovuto solo una volta per nucleo familiare e si applica esclusivamente all’abitazione principale. Per le seconde case non è previsto alcun addebito, indipendentemente dal fatto che siano dotate di un apparecchio televisivo. Questa regola si applica a condizione che l’intestatario della bolletta sia lo stesso della residenza principale.
Per gli esercizi pubblici come hotel, bar e ristoranti, la situazione è diversa. Questi sono soggetti a un “canone speciale”, che varia in base al numero di apparecchi presenti e alla tipologia di attività svolta. Il calcolo del canone per queste strutture è generalmente più elevato rispetto a quello per i privati. Chi ha diritto all’esenzione deve inviare un’apposita dichiarazione sostitutiva.
Le modalità e i tempi
Il modulo è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e può essere trasmesso in diversi modi.
- Online: attraverso il portale dell'Agenzia delle Entrate, utilizzando credenziali Spid, Cie o Cns.
- Per posta: inviando il modulo compilato, corredato da una copia del documento d'identità, all'indirizzo indicato nelle istruzioni.
- Tramite Caf o intermediari abilitati: molte persone preferiscono affidarsi a professionisti per assicurarsi che la pratica venga gestita correttamente.
La domanda di esenzione deve essere inviata entro specifiche scadenze per evitare l'addebito del canone non dovuto. Per ottenere l'esenzione per tutto l’anno, il modulo deve essere trasmesso entro il 31 gennaio 2026. Chi invece presenta la domanda entro il 30 giugno 2026 potrà beneficiare dell’esenzione solo per il secondo semestre dell'anno. Fondamentale rispettare queste scadenze e conservare una copia della documentazione inviata, in caso di eventuali future verifiche. Chi non possiede più un televisore o decide di dismetterlo può richiedere la cessazione del Canone Rai.
Anche in questo caso, è necessario compilare una dichiarazione sostitutiva, indicando la non detenzione di apparecchi televisivi. La dichiarazione può essere trasmessa con le stesse modalità previste per l'esenzione. In alternativa, chi cambia residenza o intestatario della bolletta elettrica deve verificare che il nuovo intestatario non subisca un doppio addebito, comunicando eventuali variazioni all’Agenzia delle Entrate.
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