Il Tirreno

Femminicidio

Giulia Cecchettin, Filippo Turetta arrestato in Germania: era in autostrada. La donna uccisa con 20 coltellate


	Giulia Cecchettin e Filippo Turetta
Giulia Cecchettin e Filippo Turetta

Era in fuga da una settimana: è accusato di omicidio aggravato. Matteo Salvini: «Se colpevole carcere a vita»

19 novembre 2023
4 MINUTI DI LETTURA





VENEZIA. La latitanza di Filippo Turetta è finita. Il giovane 22enne accusato di aver ucciso Giulia Cecchettin è stato arrestato in Germania mentre si trovava a bordo della sua macchina sull'autostrada A9 nei pressi di Bad Durremberg nel land della Sassonia-Anhalt. La polizia tedesca lo ha fermato sulla corsia di emergenza. Durante un "normale controllo" gli agenti hanno proceduto all'identificazione, solo allora si sono accorti che il giovane era ricercato dalla polizia italiana per l'omicidio della sua ex fidanzata.

La custodia in Germania

Turetta «si trova al momento in custodia presso la stazione di polizia di Halle in Sassonia-Anhalt», spiega a LaPresse una portavoce della polizia di Halle (Saale). Ora Turetta verrà processato da un giudice tedesco che valuterà la regolarità del mandato di cattura internazionale. La Germania dovrà quindi poi adottare una decisione sull'estradizione entro 60 giorni. Nel caso in cui il giovane acconsenta, la decisione potrebbe arrivare entro massimo 10 giorni. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani dice che «nel giro di 48 ore sarà in Italia per essere processato». La decisione sull'estradizione sarà presa dal Tribunale regionale superiore di Naumburg «all'inizio della settimana», come ha spiegato a LaPresse una portavoce della polizia di Halle (Saale). «In primo luogo, il cittadino italiano sarà portato davanti al giudice del tribunale distrettuale di Halle (Saale), che deciderà sulla convalida dell'ordine di custodia cautelare. Ulteriori decisioni sull'imputato, cioè sull'estradizione in Italia, saranno prese dal Tribunale regionale superiore di Naumburg all'inizio della settimana».

Il sequestro della macchina

Insieme a Turetta rientrerà anche in Italia la Fiat Grande Punto nera. La polizia tedesca ha sequestrato anche l'autovettura sulla quale dovranno essere effettuati i rilievi di polizia scientifica dai carabinieri delegati all'indagine. La cattura di Turetta è stata possibile grazie allo Scip, il "Servizio di cooperazione internazionale di polizia”.

Domani l’autopsia sul corpo di Giulia

C'è attesa per i risultati dell'autopsia sul cadavere di Giulia Cecchettin, prevista per domani mattina ma dalle prime analisi è emerso che Turetta ha sferrato a Giulia più di 20 coltellate. Il medico legale di turno ieri, che ha effettuato l'ispezione cadaverica sul corpo della 22enne, ne ha repertate diverse su varie parti del corpo, sparse fra la testa e il collo, dove si ipotizza possa essere stata sferrata una di quelle rivelatesi mortali. Solo in quella sede potrà essere stabilito con certezza quanti sono stati i fendenti inferti dalla mano del suo ex fidanzato e si potrà circoscrivere l'ora della morte.

La lama del coltello spezzata

Approfondimenti investigativi da parte dei carabinieri inoltre sono in corso su una lama di coltello spezzata ritrovata nella zona industriale di Fossò e su alcuni sacchi di plastica neri sequestrati sul fossato del lago di Barcis, a poca distanza dal cadavere di Giulia. La famiglia di Giulia ha accolto la notizia dell'arresto con «grandissima dignità». A dirlo ai cronisti davanti la casa della giovane trovata morta ieri nella zona del lago di Barcis è stato il comandante provinciale di Venezia, Nicola Conforti che stamattina è arrivato a casa di Giulia per comunicare ai familiari dell'arresto di Filippo. La sua cattura «è stata una grande risposta, è un risultato importante», ha detto il legale della famiglia Cecchettin, Stefano Tigani. «È stata una settimana pesantissima, si chiude un cerchio. Solo l'iter processuale ci potrà dire cosa è successo – ha spiegato e ha aggiunto – almeno abbiamo riportato a casa Giulia, purtroppo però senza vita».

Il papà di Filippo: «Sembrava il figlio perfetto»

«Non capiamo come possa essere accaduta una cosa del genere, porgiamo le massime condoglianze alla famiglia di Giulia. Con Filippo sembravano la coppia perfetta e non riusciamo a capire come possa averlo fatto, gli abbiamo dato tutto quello che potevamo dargli, ho sempre pensato fosse il figlio perfetto, mai problemi a scuola, nessun litigio con i compagni, neppure con il fratello. Non è concepibile trovarmi in una cosa del genere, gli è scoppiato qualcosa nel cervello». Le parole sono di Nicola Turetta e a riportarle è il legale di suo figlio, Emanuele Compagno.

Primo piano
Meteo

Cielo giallo (e gran caldo) in Toscana: quanto durerà il fenomeno che arriva dal Sahara

di Tommaso Silvi