Il Tirreno

Grosseto

L’episodio

Avvicina l’accendino alla bombola del gas per incendiare l’abitazione della sua famiglia

di Redazione Grosseto
Controlli dei carabinieri a Capalbio
Controlli dei carabinieri a Capalbio

Capalbio, è finito in carcere nell’ambito di un’indagine su maltrattamenti e lesioni

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CAPALBIO. Su ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Grosseto, i carabinieri della stazione di Capalbio hanno arrestato un cittadino straniero di 25 anni, residente a Capalbio, gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia aggravati, lesioni personali aggravate e tentativo di incendio dell’abitazione di famiglia, ai danni della madre e dei familiari conviventi.

Le indagini, condotte sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Grosseto, hanno permesso ai carabinieri di fare luce su un drammatico e continuato quadro di violenze domestiche e condotte vessatorie perpetrate nel corso del mese di agosto 2026 ai danni della madre e della sorella conviventi, scaturite da un temperamento particolarmente irruento e violento, esacerbate dall’abuso abituale di sostanze alcoliche.

Sono stati ricostruiti episodi di violenza e minaccia: l’uomo avrebbe più volte aggredito fisicamente la madre con percosse, spintonamenti, lancio di oggetti e reiterate minacce gravi di morte perpetrate per motivi futili, come quando la donna lo invitava ad abbassare il volume altissimo della musica nel bel mezzo della notte. In altre ulteriori occasioni il 25enne aveva addirittura minacciato il suicidio nel caso in cui la madre non avesse ottemperato alle sue pretestuose richieste vessatorie, quali quelle di rientrare senza motivo a casa dal lavoro.

Durante la notte del 17 agosto, nell’ambito di una discussione con i familiari, l’uomo avrebbe tentato di incendiare la propria abitazione avvicinando l’accendino alla bombola del gas. Alcuni giorni dopo, nella notte tra il 22 e il 23 agosto, dopo l’ennesima lite violentissima con la sorella che si era rifiutata di portargli una bottiglia di birra, avrebbe espressamente dichiarato di volerla uccidere in ragione del diniego subito.

L’altro giorno Carabinieri sono intervenuti per dare esecuzione al provvedimento cautelare. Il gip, valutato l’elevato e concreto pericolo di reiterazione dei reati e la marcata pericolosità sociale dell’indagato (già gravato da recidiva), ha ritenuto la custodia cautelare in carcere come l’unica misura idonea a tutelare l’incolumità fisica e psichica dei familiari.

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