Nomadelfia piange Pietro Carena, la “roccia” della comunità
Nella comunità ha ricoperto vari ruoli: presidente, capogiudice, direttore dell’assemblea. Aveva 84 anni
GROSSETO. La comunità di Nomadelfia è in lutto per la perdita di Pietro Carena, 84 anni, una figura di spicco della grande famiglia nell’ultimo mezzo secolo. Originario di Caprino Bergamasco, mentre la famiglia era sfollata da Milano, Pietro ha iniziato a legare la sua vita a Nomadelfia nel 1970, dopo essersi unito in matrimonio con Luisa, nel settembre 1968, continuando una vita di impegno ecclesiale nel movimento di Comunione e Liberazione.
Nel 1970, assieme a diversi esponenti del movimento, trascorre l’estate a Nomadelfia. L’8 novembre 1970 i coniugi, con il primo figlio, si trasferiscono a Nomadelfia. Don Giussani è presente alla loro partenza e li benedice. Dagli anni Settanta ad oggi a Nomadelfia Pietro, da tutti definito un maestro, si è occupato di varie attività, dalla scuola all’officina meccanica, alla tipografia. Per diversi anni ha curato anche il giornalino della comunità, “Nomadelfia è una proposta”. E per la sua integrità è stato eletto a diverse cariche costituzionali: direttore dell’assemblea, capogiudice, presidente di Nomadelfia, membro del consiglio degli anziani.
Pietro era una persona intraprendente, dotato di una grande intelligenza e di una grande manualità. Le conoscenze informatiche dell’uomo portarono negli anni scorsi a realizzare il primo sito internet di Nomadelfia. «Senza cadere nella retorica – lo ricorda la comunità in una nota – abbiamo visto in lui l’uomo dell’essenziale, che ha cercato sempre di vivere due frasi evangeliche che sintetizzano la sua vita: “Una cosa sola è necessaria” e “Cercate anzitutto il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”. Nello stesso tempo, “nomen omen” (il nome è un destino”): Pietro è stato la “roccia” che ha vissuto con grande coerenza la fedeltà alla sua vocazione e ha sostenuto tante volte Nomadelfia. A Dio, Pietro, il Signore ti doni il premio dei giusti».
La morte di Pietro ha creato profondo cordoglio a Nomadelfia, ma anche a Grosseto. Chi lo conosceva lo ricorda come un uomo tutto d’un pezzo, esemplare e incorruttibile. Tra i nomadelfi la sua dipartita ha creato tanto dolore: «Ricordo con affetto – dice Alberto Scillieri – le nostre camminate e le nostre chiacchierate, un po' sgridate e un po' insegnamenti. Ho molti ricordi e tutti bellissimi».
Per tanti è stato una guida, una sorta di cicerone per quanti si presentavano a visitare Nomadelfia, anche solo per portare il loro aiuto. Pietro era sempre pronto ad accogliere gli ospiti con il sorriso, con quell’animo dolce che l’ha sempre contraddistinto e che lo ha reso particolare e indimenticabile. Luisa e Pietro andavano fieri di un riconoscimento ricevuto da Nonni 2.0, l’Associazione nata nel 2014 con lo scopo di rafforzare il ruolo dei nonni come custodi della memoria, in famiglia e nella società. I coniugi Carena, infatti, vivendo l’esperienza di Nomadelfia, hanno aiutato 46 nipoti. Il funerale di Pietro si svolgerà oggi alle 16, a Nomadelfia in sala don Zeno.
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