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Nel 2047 le coppie senza figli supereranno quelle con figli: ecco come cambieranno le famiglie italiane

di Redazione web

	Nel 2047 ci sarà il sorpasso delle coppie senza figli
Nel 2047 ci sarà il sorpasso delle coppie senza figli

Lo evidenzia l’Istat nell’ultimo report: secondo le proiezioni demografiche al Nord e al Centro il sorpasso avverrà anche prima. Inoltre aumenteranno le persone sole con una crescita definita «particolarmente marcata» per le donne

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Nel 2047 in Italia le coppie senza figli sorpasseranno quelle con figli. Lo evidenzia l'Istat nel suo ultimo report. In base alle ipotesi dello scenario mediano, il numero delle coppie con figli è destinato a diminuire: dagli attuali 7,5 milioni, pari al 28,1% del totale - meno di tre famiglie su 10 - scende a 5,8 milioni nel 2050 (-22,3%), quando arrivano a rappresentare appena il 21,1% delle famiglie, poco più di una su cinque. La riduzione interesserà sia le coppie con almeno un figlio di età fino a 19 anni, che perderanno oltre 1 milione di unità (-22,0%), sia di quelle in cui tutti i figli hanno dai 20 anni in su (-22,8%).

«La futura contrazione delle coppie con figli dipende in parte dai previsti livelli di fecondità ma anche da elementi strutturali, come la progressiva riduzione delle generazioni in età riproduttiva - spiega l'Istat - conseguenza della bassa natalità del passato, e il rinvio della formazione della famiglia e della nascita dei figli a età più avanzate. Si innesca così un processo cumulativo: generazioni meno numerose danno origine, a loro volta, a un numero più contenuto di nuove famiglie con figli, anche nell'ipotesi in cui la fecondità non dovesse diminuire».

Le coppie senza figli, al contrario, registrano un aumento, passando da 5,4 milioni nel 2025 a 5,9 milioni nel 2050 (+8,8%). La loro incidenza sul totale delle famiglie sale così al 21,4%. Un andamento che riflette «sia la maggiore frequenza di coppie che non hanno figli o ne posticipano la nascita, sia l'invecchiamento della popolazione: con l'uscita dei figli dalla famiglia di origine, infatti, molte coppie anziane vanno a costituire il cosiddetto "nido vuoto”».

Il sorpasso al Centro-Nord avverrà prima

A livello nazionale, il sorpasso delle coppie senza figli su quelle con figli si verifica nel 2047, ma nel Nord e nel Centro avviene prima (rispettivamente, nel 2038 e nel 2044). Nel Mezzogiorno, invece, nonostante un sostanziale avvicinamento, le coppie con figli mantengono il primato in tutto il periodo. Nell'ipotesi in cui l'instabilità delle unioni continuasse a crescere nei prossimi anni, questa contribuirà a far aumentare i nuclei formati da un solo genitore, che passerebbero da 2,8 a 3,3 milioni tra il 2025 e il 2050, per un'incidenza rispetto al totale delle famiglie dal 10,6% al 12,0%. Come già avviene oggi, la maggior parte dei nuclei monogenitoriali continuerà a essere costituita da madri sole. Tuttavia, «si prevede anche una crescita della componente paterna, per una quota di padri soli sul totale dei monogenitori che passa dal 19,3% al 24,1%. Un'evoluzione, qualora si avverasse, che segnalerebbe un'ulteriore trasformazione dei ruoli familiari, in relazione a una maggiore partecipazione dei padri all'accudimento dei figli al termine dell'unione» si legge nel report.

Nel 2050 oltre 4 famiglie su 10 senza nuclei

Sempre dal rapporto Istat emerge inoltre che nel 2050 oltre 4 famiglie su 10 saranno senza nuclei. Il numero di famiglie in Italia aumenta da 26,7 milioni nel 2025 fino a 27,9 nel 2043, quando raggiunge il suo massimo, per poi scendere fino a 27,6 milioni nel 2050. Un dato dovuto principalmente alla «progressiva estinzione delle generazioni del baby boom che comporta un calo della popolazione nel medio termine. Il previsto aumento delle famiglie (+3,5% sull'intero periodo) è sostenuto soprattutto dalle famiglie senza nucleo, cioè senza la presenza di relazioni di coppia o di tipo genitore-figlio. Queste passano da 10,7 milioni nel 2025 a 12,3 milioni nel 2050 (+15,8%), arrivando a rappresentare il 44,7% del totale delle famiglie rispetto al 40,0% iniziale - si legge -. Al contrario, le famiglie con almeno un nucleo diminuiscono del 4,6%, passando da 16,0 milioni nel 2025 a 15,3 milioni nel 2050; la loro incidenza sul totale scende così dal 60,0% al 55,3%». Una contrazione che riflette le principali trasformazioni socio-demografiche in atto, spiega l'Istat: «l'invecchiamento della popolazione e l'aumento della speranza di vita accrescono il numero di persone sole; il persistente calo della natalità aumenta la quota di individui senza figli; l'instabilità coniugale favorisce la diffusione di famiglie unipersonali e monogenitoriali. Parallelamente, la dimensione media delle famiglie scende da 2,20 componenti nel 2025 a 1,98 nel 2050, confermando la tendenza verso strutture familiari più piccole e frammentate. Considerando le sole famiglie con nucleo, il numero medio di componenti diminuisce da 2,90 a 2,66».

Crescono le persone sole, soprattutto donne

Tra il 2025 e il 2050 il numero delle persone che vivono sole passerà da 10,0 a 11,6 milioni (+16%), con una quota sul totale delle famiglie che crescerà dal 37,5% al 42,0%. Secondo l'Istat si tratta di una dinamica che «spiega in misura rilevante l'aumento complessivo del numero di famiglie e, allo stesso tempo, la riduzione della loro dimensione media». La crescita sarà «particolarmente marcata per le donne sole, che passeranno da 5,3 a 6,3 milioni (+20,3%). Più contenuto, invece, l'incremento degli uomini che vivono soli, da 4,7 a 5,2 milioni (+11,3%)». La crescita delle persone sole riguarda soprattutto le età più avanzate. Nel 2025, su 10 milioni di individui soli 4,6 milioni (il 46,3%) hanno almeno 65 anni; entro il 2050 potrebbero salire a 6,6 milioni su 11,6 arrivando a rappresentare il 57,0% delle persone sole. Per la loro maggiore longevità, le ultrasessantacinquenni sole passeranno da 3,2 a 4,5 milioni (salendo dal 60,2% al 71,0% delle donne sole), mentre gli uomini aumenteranno da 1,4 a 2,1 milioni (dal 30,7% al 40,0% degli uomini soli). «Vivere soli può incidere sulla qualità della vita degli anziani soprattutto dopo i 75 anni, quando aumentano fragilità e bisogni assistenziali. Nel 2050 gli ultrasettantacinquenni soli raggiungeranno quota 4,7 milioni (dei quali 3,4 milioni donne), ben 1,7 milioni in più rispetto al 2025, e passeranno dal 29,5% al 40,3% delle persone sole», sottolinea l'Istat.

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