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Grosseto

Bar nel mirino

Follonica, gli vandalizzano il bar: il titolare risponde con un "monumento" alle sedie rotte e una frase in latino

di Pierluigi Sposato

	Il “monumento” realizzato su una parete del locale, a dx Alessio Marchiani e Andrea Francesconi, storico dipendente del locale, durante una serata burlesque di questa estate
Il “monumento” realizzato su una parete del locale, a dx Alessio Marchiani e Andrea Francesconi, storico dipendente del locale, durante una serata burlesque di questa estate

Il titolare del Congo bar ha scelto la strada dell’ironia: «Ho riflettuto sul fatto che episodi come questi sono l’espressione di un disagio, vorrei anche strappare un sorriso»

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FOLLONICA. L’ironia contro il disagio; anzi, l’ironia per aiutare ad uscire dal disagio. Alessio Marchiani l’ha pensata così: quest’anno i vandali hanno colpito pesantemente gli arredi del suo Congo bar affacciato sulla spiaggia di Senzuno, distruggendo le sedie in plastica, un centinaio; così ha deciso di dare un segnale. Ha preso una delle seggioline in plastica bianche rovinate ai vandali, l’ha issata su una parete esterna del locale, ha aggiunto la scritta in latino “In aeternum memoria plus centum sedilium quae sub ictibus vandalorum ceciderunt – Anno Domini MMXXVI”, che in italiano suona più o meno “In eterno ricordo di più di cento sedie che caddero sotto i colpi dei vandali”. Le sue sedie, finite a pezzi.

Un “monumento” che vuole far pensare. «Nel corso di questa estate abbiamo avuto vandalismi praticamente quotidiani – dice Marchiani – e fatti i conti sono state più di cento le sedie del nostro locale che sono state distrutte. Negli anni passati c’erano stati episodi, sì, ma limitati nel numero, molto limitati: una sedia, due sedie». Quest’anno invece c’è stato purtroppo un salto di qualità, negativo; qualche giorno fa sono spariti anche un tavolo con quattro sedie, aggiunge, probabilmente il furto di qualche villeggiante che le aveva adocchiate. Telecamere non ce ne sono lì, difficile risalire agli autori. Marchiani ne aveva fatto cenno sui social già un paio di settimane fa («Ci scusiamo con la clientela per la scarsità di sedie bianche da portare in spiaggia, ma ogni notte dopo la chiusura del bar qualche bella persona decide di sfogare la propria frustrazione sulle nostre sedie riducendole in frammenti »), la somma degli episodi lo ha indotto a scegliere la carta dell’ironia. «Sì, l’idea della sedia affissa sul muro con la scritta è mia, ci pensavo da tempo. Ecco, a me non piacciono i commenti negativi che si fanno su vicende come queste, credo che sia opportuno controllarsi piuttosto che cercare il nemico in ogni angolo. Ho riflettuto sul fatto che questi episodi sono in fondo l’espressione di un disagio».

Sedia e scritta sono una strada per far riflettere? «Sì, un segnale. Se, come mi dicono, a fare tutto ciò sono ragazzi di 15-16 anni, ecco se si trovano a fare questo siamo in presenza di un problema. Vorrei che ci si potesse sensibilizzare su tutto ciò, strappando un sorriso: magari anche chi il vandalismo lo ha commesso ci potrebbe ridere su».

Aveva commentato giorni fa: «Sinceramente provo compassione per gli autori di questi atti vandalici perché evidentemente sono persone che hanno un vuoto interiore immenso». Ad Alessio commentare non basta, vuole provare ad andare oltre.

Lui stesso ricorda di essere stato per anni musicista: «Da ragazzi si andava in spiaggia la sera per suonare la chitarra. Adesso purtroppo gli adolescenti fanno altro». Ci sono già stati commenti dei clienti al “monumento” dedicato alle povere sedie? «Sì, gli amici si sono fatti quattro risate». Ma la scritta in latino è sua, l’ha scritta lei, ha fatto studi classici? «Io ho fatto il liceo scientifico, la scritta l’ho pensata e scritta io ma la revisione finale è stata della mamma della mia compagna, una latinista esperta».

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