Il Tirreno

Grosseto

Il caso

Grosseto, condannato a un anno e 9 mesi per il furto di...18 cioccolatini portati via da una villa

di Pierluigi Sposato

	(Foto archivio)
(Foto archivio)

Con lui ci sarebbe stata un’altra persona, rimasta non identificata. A dare l’allarme un abitante della zona che ha visto aggirarsi un’auto sospetta

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MANCIANO. È stato condannato per il furto di… 18 cioccolatini. Sì, proprio così. Diciotto cioccolatini portati via da un’abitazione, nella quale si sarebbe introdotto dopo aver sferrato un calcio alla porta di ingresso. I cioccolatini – molto particolari – erano stati ritrovati nella sua auto poco dopo. Un anno, nove mesi e dieci giorni più 440 euro di multa – pena detentiva poi sostituita con 640 giorni di lavori di pubblica utilità – la condanna per un uomo di 58 anni, Gianni Espositi, che poco tempo fa ha visto la conclusione del processo che lo vedeva imputato per fatti del lontano 2018. Secondo l’imputazione, sarebbe stato lui a entrare in una villa nella zona di Guinzoni di Marsiliana e a impossessarsi di 15 cioccolatini marca Witor’s Il Boero e di tre cioccolatini marca Camury Roses.

Anzi, con lui ci sarebbe stata un’altra persona, rimasta non identificata. I fatti risalivano ai primi di febbraio 2018. A dare l’allarme quella sera era stato un abitante della zona, che aveva visto aggirarsi un’auto sospetta: lì ai Guinzoni, i residenti stavano in guardia in quei giorni perché vi erano stati diversi furti. L’auto proveniva da una strada privata che finiva in un’abitazione, quella poi risultata oggetto del furto. Il residente aveva chiamato i carabinieri, il maresciallo era andato a vedere cosa stava accadendo e aveva intercettato una Ford Focus: a bordo c’era Espositi, lo aveva identificato. Poi era andato alla villa e aveva constatato che la porta era stata forzata: dalla presenza di fango sullo stipite il sottufficiale aveva dedotto che era stata presa a calci, c’era fango anche all’interno dell’abitazione, trovata completamente a soqquadro.

Fango anche sui tappetini posteriori della Ford Focus. Durante la perquisizione dell’auto, i carabinieri avevano anche notato la presenza insolita dei cioccolatini e li avevano sequestrati. Insolita perché i dolci erano di marca non comune. E gli stessi militari avevano notato che nella villa c’era una ciotola di cioccolatini della stessa marca. Ne mancavano diversi, aveva confermato il proprietario che li aveva acquistati in Svizzera. Dunque era stato Espositi? Il testimone che aveva dato l’allarme aveva indicato al 112 lo stesso modello di auto, due numeri iniziali riferiti ai carabinieri corrispondevano alla targa della Focus.

Elementi tutti concordanti secondo il giudice Sergio Compagnucci, che ha condannato l’imputato che aveva ceduto – in mancanza di altro da portare via – a un peccato di gola. L’accusa aveva chiesto la condanna, la difesa (avvocati Vissia Conti e Andrea Fratello) aveva sollecitato l’assoluzione o comunque il minimo della pena, con la prospettiva della sostituzione con lavori di pubblica utilità. Il giudice ha quindi mutato la pena detentiva con 640 giorni, corrispondenti a 1.280 ore che dovranno essere svolte nella sede di un’associazione di Viterbo. Espositi si dovrà occupare, tra l’altro, della cura degli orti solidali.

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