Follonica, esposto contro la “Play area”: «Troppo vicina alle case, schiamazzi a tutte le ore. Non viviamo più»
Sette cittadini hanno presentato un nuovo esposto alla Procura di Grosseto chiedendo di verificare la regolarità dell’iter amministrativo e autorizzativo rispetto all’installazione dell’area sulla spiaggia libera di Senzuno
FOLLONICA. Nessuno mette in discussione l’utilità di uno spazio dedicato ai ragazzi. Anzi, in un’epoca in cui smartphone e isolamento digitale occupano sempre più tempo avere un’area per praticare sport e stare insieme rappresenta un valore aggiunto. Il problema però, secondo il Libero comitato di Senzuno, non è l’esistenza della Play area Alessio Galgani, ma la sua collocazione e le modalità con cui viene gestita.
L’esposto
Per questo sette cittadini hanno presentato un nuovo esposto alla Procura di Grosseto chiedendo di verificare la regolarità dell’iter amministrativo e autorizzativo rispetto all’installazione dell’area sulla spiaggia libera di Senzuno. Il comitato torna così all’attacco dopo mesi (o anni) di segnalazioni, esposti e diffide rimaste, a loro dire, senza risposte soddisfacenti. Al centro della contestazione c’è il fatto che l’area di gioco sorga a ridosso delle abitazioni che si affacciano alla spiaggia. Ciò comporterebbe una situazione che, a detta dei residenti, produce schiamazzi e uso incontrollato di un tratto di arenile molto più ampio rispetto al campo vero e proprio. «Noi non siamo contrari alla play area - tiene a precisare Mauro Nerini del Libero comitato di Senzuno - . È stata istituita nel 2018 e non chiediamo di eliminarla. Il problema è che oggi si è trasformata da semplice campo da beach soccer e beach volley in un punto di ritrovo di centinaia di ragazzi. Mancando una cartellonistica adeguata e una delimitazione precisa molti considerano tutta la spiaggia come un unico campo da gioco, portando anche reti da casa».
«Disagi per tutti»
Secondo gli aderenti al comitato il disagio riguarda sia i residenti sia gli altri frequentatori dell’arenile. «Dalle prime ore del mattino fino al tardo pomeriggio - continua Nerini - ci sono partite, urla e schiamazzi. È normale che dei ragazzi giochino e faccino rumore, ma a meno di venti metri ci sono abitazioni e il disagio diventa notevole». Per questo il comitato chiede da tempo al Comune di Follonica di spostare la Play area nella zona oltre la Gora: «Li c’è già la dog beach che è sovradimensionata. Basterebbe occuparne una porzione per togliere così i problemi a noi residenti». Questo perché, rincara Nerini, «non essendo stato previsto questo genere di controlli non esiste un vincolo acustico nell’area. Ma posso assicurare che gli schiamazzi si sentono, e anche forti».
I precedenti
Per questo da anni il Libero comitato, sia come gruppo che come singoli residenti, ha presentato diversi esposti e anche diffide nei confronti del Comune, con esiti diversi. Negli anni scorsi ad esempio c’era stato il problema, soprattutto nelle ore notturne, di alcuni giri definiti "strani" sulla spiaggia e che facevano pensare a qualche giro di spaccio di stupefacenti. «Quando abbiamo segnalato la questione da parte dell’amministrazione c’è stata grande disponibilità a intervenire, specialmente da parte dell’assessore alla Legalità Giorgio Poggetti. Oggi la situazione sembra essere tutto sommato migliorata».Sul tema della spiaggia invece «non abbiamo mai ricevuto risposta». Ciò che il Comitato chiedeva era che venisse installata un’adeguata cartellonistica, delimitata l’area e sostituite le reti da gioco ammalorate, «segno che non siamo contrari», evidenzia Nerini. «Ma dopo numerose Pec, lettere ed esposti non abbiamo mai ricevuto risposta. Ora ci siamo visti costretti per colpa dell’inerzia dell’amministrazione ad affidarci a un avvocato, chiedendo alla Procura di verificare sulla regolarità dell’iter amministrativo e autorizzativo riguardante l’installazione della Play area Alessio Galgani nello spazio della spiaggia libera di Senzuno. Non siamo contrari a un’area gioco - ribadisce e conclude Nerini - semmai a questa soluzione che l’ha resa una zona di confusione incontrollata».
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