Ha collezionato 22 contratti precari, poi il posto fisso. E ora debutta con il suo primo romanzo
Filippo Ingrosso si definisce «uno dei più tenaci interpreti del precariato italiano».
GROSSETO. Filippo Ingrosso ha 41 anni, è un impiegato amministrativo al Comune di Monte Argentario e adesso ha pubblicato il suo primo romanzo “Buonanotte Seneca”.
Si è laureato all’università di Siena distaccamento di Grosseto nell’aprile 2012 in Gestione, conservazione e comunicazione dei Beni Archeologici, che attualmente gli serve, spiega, «per scavare tra le macerie della burocrazia pubblica e decifrare gli antichi codici delle leggi italiane».
Ingrosso detiene una sorta di piccolo record: nella sua vita lavorativa racconta di aver collezionato 22 contratti a tempo determinato. Tanto che lui stesso si definisce «uno dei più tenaci interpreti del precariato italiano».
È originario di Porto Santo Stefano e nella sua vita non è stato con le mani in mano.
«Ho cominciato con le stagioni al mare durante gli anni della scuola e dell’università – racconta al Tirreno – poi sono passato da laureato a lavorare nella grande distribuzione. Dovevo lavorare e i beni culturali non mi davano certezze. Da neolaureato sono andato a pulire i finocchi in ortofrutta, per poi starci una decina di anni tra una catena e l’altra».
La paga non era delle migliori e così lui tentò un’altra strada: «Decisi di candidarmi nell’industria farmaceutica visto che abitavo a Siena dove c’è un’azienda farmaceutica. Lì ho cominciato a respirare un po’ a livello economico, ma con contratti molto brevi: 2 da tre mesi più una sostituzione maternità di 10 mesi».
Il peregrinare di Ingrosso non era ancora finito e così lui andò in cerca di maggiore stabilità ad Aprilia. «Qui ho lavorato per sei mesi in un’azienda che produce antibiotici per animali. In seguito per darci un taglio – aggiunge – mi sono buttato nei concorsi pubblici e finalmente mi hanno assunto con contratto fisso a Monte Argentario».
A 37 anni è stato assunto a tempo indeterminato e, per giunta, nel suo comune di nascita. «Volevo tornare a vivere in provincia di Grosseto perché penso che ci sia una buona qualità della vita. È stata dura». La stabilità lavorativa gli ha permesso di tornare a coltivare una sua passione: la scrittura.
«La scrittura mi ha sempre divertito – dice – Ho fatto il liceo classico perché mi piace scrivere e l’università perché mi piace la storia. In seguito tutte le vicissitudini mi hanno allontanato dallo scrivere». Da quando questa preoccupazione non c’è stata più sono germogliati gli hobbies di tanti anni fa, e questo è un primo risultato.
Così è nato il suo primo romanzo, “Buonanotte Seneca” che uscirà il 26 luglio per Effigi. «Un romanzo – spiega lui – che racconta il ritorno del filosofo a Roma e l’inizio dell’educazione del giovane Nerone. Nel 49 d.c. , dopo otto anni di esilio in Corsica, Seneca riceve l’ordine di rientrare a Roma. Ad attenderlo non c’è soltanto la fine del confino, ma uno degli incarichi più delicati della sua vita: educare il giovane Nerone, fortemente spinto dalla madre Agrippina a succedere all’imperatore Claudio».
Attraverso dialoghi, ricostruzione storica e riferimenti alle fonti antiche, il romanzo ripercorre una delle stagioni più complesse della Roma imperiale, restituendo ai suoi protagonisti una dimensione profondamente umana. Seneca, Agrippina, Nerone, Claudio e gli altri personaggi storici non vengono raccontati come figure monumentali, ma come uomini e donne chiamati a confrontarsi con il potere, l’ambizione, l’educazione e le scelte morali. «Pur fondandosi su un rigoroso impianto storico – spiega l’autore – “Buonanotte Seneca” adotta una narrazione accessibile anche al lettore non specialista, alternando racconto e contestualizzazione storica per offrire una nuova prospettiva su una figura il cui pensiero continua ancora oggi a interrogare il presente».
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