Grosseto, lavori socialmente utili per “il Brasiliano”: Massimiliano Minnocci si scusa in aula
Due anni fa seminò il panico a Porto Santo Stefano al volante di una Porsche
GROSSETO. Ha chiesto scusa e sconterà poco più di cinque mesi ai lavori socialmente utili Massimiliano Minnocci, più conosciuto come “Il Brasiliano”.
Cosa era successo
«Non farti mai fermare dalla polizia municipale e non venire a casa che ti do il resto, perché a casa mia se ti fermava la Municipale era un disonore», aveva pubblicato in un video social (in cui parlava del padre), prima di essere fermato proprio dalla polizia locale di Monte Argentario all’altezza della rotatoria del Valle (Porto Santo Stefano) perché, al volante di una Porsche, ignorò l’alt degli agenti che cercavano di fermarlo perché guidava in stato di ebbrezza sgommando in paese a velocità sostenuta: parole grosse, carabinieri a rinforzo, manette, al Comando, multa e ritiro della patente.
Chi è
Processi, soldi e tatuaggi, non necessariamente in quest’ordine. Sono passati due anni dai fatti argentarini e l’uomo cresciuto vicino ad ambienti estremisti di destra, ex capo ultras della Roma, arrestato più volte per minacce e violenze (nel 2021 aveva ricevuto il divieto di ingresso nell’isola di Ponza per tre anni), influencer su Instagram, ospite ricorrente de La Zanzara, ristoratore (tentativo andato male), condannato a febbraio per diffamazione aggravata contro il giornalista Massimo Giletti, oggi è candidato sindaco della Capitale. E ieri, per questa ennesima vicenda giudiziaria, ha scelto il rito abbreviato.
Le scuse in aula
Davanti alla giudice Marina Massi della sezione penale del tribunale di Grosseto, presente la viceprocuratrice onoraria Pamela di Guglielmo, assistito dall’avvocata Alice Manzo (Foro di Roma, studio Marcucci), per la terza volta nella sua “nuova vita” Minnocci si è scusato in aula ed è stato avviato ad attività non retribuite a favore della collettività, che già svolge – appunto – per quelle altre questioni (otto mesi per aggressione a poliziotti e altri sei dopo la condanna per lo scontro con Giletti) e “documenta” sempre online in maniera puntuale: a Instagram ha affiancato anche TikTok e Twitch, diversificando modalità di comunicazione e pubblico.
La Corte maremmana ha unificato con la continuazione i capi d’accusa per guida in stato di ebbrezza, resistenza e rifiuto di declinare le proprie generalità, mentre lo ha assolto per oltraggio a pubblico ufficiale perché il fatto non sussiste: cinque mesi e dieci giorni e patente sospesa per un anno.
Le prescrizioni verranno integrate, come si dice in gergo, all’udienza già fissata per la prossima settimana, quando il tribunale stabilirà i parametri dei lavori socialmente utili; che con ogni probabilità svolgerà a Roma, dato che da agosto è stato messo sotto sorveglianza speciale per decisione della questura capitolina perché ritenuto «soggetto pericoloso»: non può uscire dalla città né da casa dopo le 21,30 né frequentare pregiudicati, entrare in locali dove si bevono alcolici e partecipare a riunioni non autorizzate.
Entro 70 giorni le motivazioni della sentenza pronunciata ieri, 19 giugno.
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