Grosseto, morte Jacopo Valenti. Il ricordo della madre: «Geniale e magico, figlio mio ti amerò per sempre»
Con il cuore spezzato, la madre Laura Mostardini, anche lei nota e stimata dentista, ha voluto ricordare il figlio amatissimo attraverso il nostro giornale
GROSSETO. Si svolgeranno domani (17 giugno) alle 16 in Duomo a i funerali di Jacopo Maria Valenti, il dentista 38enne morto nei giorni scorsi a causa di un malore che lo aveva colpito a casa della nonna a Manciano.
Il ricordo della madre
Con il cuore spezzato, la madre Laura Mostardini, anche lei nota e stimata dentista, vuole ricordare il figlio amatissimo, la cui scomparsa improvvisa ha lasciato nello sconforto famiglia e amici: «Jacopo era un ragazzo intelligente, serio, diligente e geniale, ottimo musicista, appassionato di astronomia. Fin dagli anni del Classico a Grosseto si era distinto per l’impegno negli studi e per la determinazione. Giovanissimo aveva scelto di partire per la Spagna in accordo con la mamma, che lo ha supportato, per realizzare il sogno di diventare odontoiatra, affrontando con coraggio il distacco dalla sua terra e dagli affetti più cari, laureandosi con pieni voti a soli 24 anni».
La lontananza della figlia
Dietro quel percorso di studio e di crescita c’era soprattutto l’amore instancabile di una madre che ha sostenuto il figlio negli anni della formazione, accompagnandolo passo dopo passo. Dopo la laurea, Valenti era tornato a Grosseto per lavorare alla Salus. «Era orgoglioso del proprio lavoro e desideroso di costruire qualcosa di importante - prosegue la madre - Aveva scelto di aprire uno studio tutto suo, con coraggio e indipendenza. La vita, però, gli aveva riservato prove dolorose. La lontananza della sua amata figlia, trasferita in Svezia con la madre, era stata per lui una sofferenza profonda. Aveva cercato di reagire, di rialzarsi e di trovare nuove strade. Negli ultimi tempi aveva scelto di isolarsi, a Manciano, cercando serenità e di anestetizzare il suo malessere».
«Un chirurgo quasi magico»
Due anni e mezzo fa Valenti aveva dovuto affrontare anche la perdita del padre Giovanni, anche lui odontoiatra. «Oggi resta il ricordo di un ragazzo buono, preparato, generoso, geniale, un chirurgo quasi magico che ha amato e seguito con devozione tutti i suoi pazienti - conclude Mostardini - E resta soprattutto un amore che la morte non può spegnere. Ciao Jacopo. Tua madre continuerà a cercarti in ogni ricordo, in ogni sorriso, in ogni istante della sua vita. E continuerà ad amarti con la stessa intensità con cui ti ha amato dal primo giorno».
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