Il Tirreno

Grosseto

Giovani e violenza

Follonica, il sedicenne ferito nella rissa trasferito in Neurochirurgia – Come sta e il punto sulle indagini

di Ivana Agostini e Matteo Scardigli

	Il sedicenne è ricoverato all'ospedale Le Scotte di Siena
Il sedicenne è ricoverato all'ospedale Le Scotte di Siena

Rimane alle Scotte di Siena il giovane colpito domenica notte (14 giugno). Acquisiti i filmati. Riflettori ancora sul commissariato “che non arriva”

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FOLLONICA. Il giovane di 16 anni coinvolto in una rissa alle prime ore di domenica 14 è stato trasferito ieri mattina nel reparto di neurochirurgia del policlinico di Santa Maria alle Scotte di Siena. Dopo essere stato soccorso e portato in un primo momento all’ospedale Misericordia di Grosseto, il ragazzo era stato poi trasferito nella Città del Palio vista la gravità della sua situazione clinica dove era stato ricoverato in anestesia e rianimazione neurochirurgica.

La rissa

La rissa era avvenuta in via Repubblica, angolo via Mentana. Una zona nota purtroppo anche per essere piazza di spaccio e dove, nei mesi scorsi, era stato gettato un ordigno rudimentale dentro il gazebo di un locale sprigionando un principio di incendio. Un locale che nei giorni precedenti era stato chiuso dalle Autorità competenti.

Sulla rissa scoppiata domenica, che aveva coinvolto alcuni ragazzi (fra cui il sedicenne) stanno indagando i carabinieri di Follonica, che hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza che erano state installate da qualche tempo dall’amministrazione comunale.

Colpito con una bottiglia di vetro

Secondo una prima ricostruzioni il giovane sarebbe stato colpito alla testa con una bottiglia di vetro. I militari stanno anche verificando se si sia trattato dell’unico colpo ricevuto dal giovanissimo, anche avvalendosi dei referti medici. I carabinieri stanno anche cercando di capire quale sia stato il motivo che ha dato il via a un’azione così violenta. Domande che potrebbero trovare risposta già nei prossimi giorni.

Le reazioni

Nel frattempo, a ridosso dei fatti l’assessore alle politiche della sicurezza Giorgio Poggetti aveva affidato un proprio commento ai social: una sorta di mea culpa. «Tanti avrebbero detto che accade dappertutto, basta guardare i telegiornali o leggere i giornali o avere contezza di ciò che accade quotidianamente nel resto d’Italia. Io no. Devo fare evidentemente di più», aveva esordito l’amministratore pubblico, appuntandosi sul petto il merito del recente regolamento di polizia urbana varato dalla giunta Buoncristiani. E aggiungeva una considerazione: «Come mai simili episodi accadono sempre in quel tratto di strada?».

L’assessore, augurando pronta guarigione al giovanissimo ferito e confidando nell’operato dei carabinieri, aveva lanciato il proverbiale sasso ma non aveva nascosto la mano: «Ne parlerò con coraggio e schiettezza, come ho già fatto, nelle sedi opportune». Ovvero il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica coordinato dalla prefettura, ovvero l’organo periferico del governo che rappresenta il ministero dell’Interno a livello provinciale.

Alla luce di questo ennesimo episodio di sangue non possiamo non chiedergli del commissariato di polizia di Stato che la Città del Golfo attende ormai da anni, sollecitato a più riprese dal Siap (il sindacato italiano appartenenti polizia): l’ultimo aggiornamento risale ormai a marzo, quando Comune e prefettura raggiunsero un’intesa supportata dall’offerta, da parte del municipio amministrato dal centrodestra, di locali pubblici per gli agenti. «Non abbiamo ancora ricevuto una risposta in merito», confessa quindi Poggetti, che tuttavia confida in un esito positivo: «Qualunque rafforzamento di forze dell’ordine a Follonica è benvenuto, anche se temporaneo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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