Grosseto, addio a Celeste Pernisco: eccellenza cittadina come pedagogista e insegnante
Aveva 76 anni: era diventata un’istituzione alla scuola media “Giovanni Pascoli” di piazza Rosselli
GROSSETO. Pedagogista, insegnante, scrittrice. Questo e altro è stata Celeste Pernisco, scomparsa oggi (13 giugno) all’età di 76 anni, dopo aver combattuto una brutta malattia scoperta nel 2021.
Un’eccellenza cittadina
La città piange la perdita di un’eccellenza nel suo campo, che ha speso una vita intera per l’educazione soprattutto dei più giovani. Laureata negli anni Settanta all’Università La Sapienza di Roma, è stata una delle pioniere in campo pedagogico a livello cittadino, ma ha portato anche tante innovazioni in campo nazionale, tanto da ricoprire il ruolo di presidente regionale e successivamente di diventare la massima dirigente nazionale dell’associazione pedagogisti, grazie alla sua esperienza e alle spiccate capacità professionali.
L’impegno sociale e il ruolo di insegnante
Di Celeste Pernisco, che nel 2018 ha perso il fratello Giorgio, una figura apprezzata a Grosseto, si ricorda la battaglia per una legge che riguardava le scuole, a stretto contatto con il ministero dell’istruzione, ma anche la partecipazione a trasmissioni televisive, nelle quali ha potuto mettere a disposizione dei telespettatori le sue importanti conoscenze. Subito dopo la laurea diventò una ricercatrice all’università di Torino e alcuni suoi studi hanno fatto la storia della pedagogia italiana. Per scelta personale decise di cominciare a lavorare sui bambini e iniziò a lavorare nella scuola primaria, insegnando italiano e storia, partendo dal piccolo plesso dell’Isola del Giglio, dove rimase per due anni insieme al figlio Andrea. Un’isola che le è sempre rimasta nel cuore. Una volta tornata in città, diventò con il passare degli un’istituzione alla scuola media “Giovanni Pascoli” di piazza Rosselli. Gli impegni con la scuola non le impedirono di proseguire la sua attività di pedagogista. Negli ultimi anni di insegnamento ebbe tra l’altro a disposizione anche una stanza all’interno della Vico, che utilizzava come studio.
La passione per la scrittura
Dopo la pensione ha continuato a impegnarsi in interessantissimi corsi di formazione a servizio dei docenti. Di recente ha anche rispolverato la passione per la scrittura, pubblicando con Innocenti Editore nel maggio 2025 il libro “La meticcia e il suo viaggio”, un racconto biografico, in cui ha raccontato di una vita metà, fatta di tanti pezzi, dalle origini greche, alla sua condizione di cattocomunista, che la facevano sentire appunto una meticcia. Un volume con un importante successo, che ha emozionato centinaia di persone, compresi i suoi ex alunni durante la presentazione al Giglio. La malattia non è riuscita a fermare la sua voglia di dare vita alla sua seconda opera “La ragazza vestita di celeste”, che uscirà postumo nei prossimi mesi.
Il ricordo
«Mamma ha combattuto contro il male, ed è anche riuscita a concludere la stesura dei testi – sottolinea il figlio Andrea Capuano – nei prossimi mesi proseguiremo questa sua opera, con l’impaginazione e le illustrazioni. Sarebbe eccezionale se vedesse la luce nel corso dell’estate. Sarebbe il più regalo che possiamo fare alla mamma».
La salma è stata composta alla casa funeraria Rocchi e centinaia di grossetani, ma anche di pedagogisti da tutta Italia hanno voluto salutarla e stringersi al marito Antonio Capuano e al figlio Andrea. I funerali si svolgeranno lunedì alle 15 nella chiesa di Santa Lucia, poi la cremazione a Sterpeto.
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