Il Tirreno

Grosseto

Un giorno speciale

Sandro Bigozzi morto durante il lancio col paracadute: nove mesi dopo la tragedia, amici e famiglia festeggiano i suoi 50 anni (come promesso)

di Elisabetta Giorgi

	Umberto Calisti, Lorenzo Leoni, Moreno (padre di Sandro Bigozzi) e Roberto Cantini, con le piccole Clara e Gemma. A destra Sandro Bigozzi
Umberto Calisti, Lorenzo Leoni, Moreno (padre di Sandro Bigozzi) e Roberto Cantini, con le piccole Clara e Gemma. A destra Sandro Bigozzi

Moglie e amici organizzano un compleanno in spiaggia alla sua memoria, decine di kiters arrivano da tutta Italia: «Il Big vive ancora con noi»

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MARINA DI GROSSETO. Sandro Bigozzi è morto il 6 settembre scorso a Monte Compatri durante un lancio con il paracadute. Aveva solo 49 anni.

Prima della tragedia la moglie Francesca stava pensando di organizzare la festa dei suoi 50 anni. «Avevo preparato una lista di invitati – racconta lei – Dopo la sua scomparsa ho ritrovato quel foglietto e ho pensato che qualcosa andava comunque fatto per ricordare Sandro con gioia. Non volevo che questo giorno speciale fosse ricordato in modo triste, attorno a un tavolo con una sedia vuota».

È così che, 9 mesi dopo la scomparsa, il compleanno di Sandro Bigozzi è stato celebrato come se lui ci fosse stato davvero e com’era stato immaginato prima dell’incidente: tutti gli amici storici in spiaggia, domenica 7 giugno, davanti al mare che lui amava e frequentava da anni, insieme all’amatissima moglie Francesca Fallani, alle figlie Clara e Gemma e a decine di kiters arrivati da tutta Italia. E così l’assenza si è trasformata in una giornata di festa, positiva e gioiosa, costruita attorno alle persone che hanno condiviso con lui passioni, viaggi. Sport e amicizie. È stato un lavoro corale.

L’idea di ritrovarsi a Marina di Grosseto è venuta a Paolo Tini, medico e appassionato di kitesurf, professore associato e direttore di Radioterapia dell’ospedale Le Scotte di Siena, uno degli amici più cari di Sandro. La location è stata messa a disposizione da Lorenzo Leoni, titolare del Kite’s Angels Beach al km 31, ex luogotenente dei carabinieri oggi in congedo, e altro amico fraterno di Bigozzi. A coordinare il passaparola tra i kiters ha pensato Umberto Calisti, compagno di tante avventure sportive. Da Francesca definito “partner in crime”, cioè compagno di giochi anche quando tutti e due erano già adulti. È stato lui a coinvolgere tante persone da tutta Italia, «c’è gente che è arrivata pure da Pavia o Modena per un giorno: ha viaggiato di notte».

È partita una macchina organizzativa non indifferente, che in pochi giorni ha coinvolto amici sparsi in tutta Italia. La festa è iniziata alle 14 ed è andata avanti fino a sera. Fino a pochi giorni prima le previsioni non lasciavano troppe speranze, poi però è arrivato il maestrale. «È stato il Big (Bigozzi, ndr) a mandarcelo – dice Francesca – In mare hanno preso il largo circa sessanta kiters, tutti vestiti di bianco». La camicia bianca era una delle abitudini di Sandro, «un suo rito, il colore con cui inaugurava la stagione del kite». Intanto a diversi chilometri di distanza anche la scuola di paracadutismo Maremma Fly di Scarlino ha organizzato un lancio con il paracadute con fumogeni colorati. L’aereo è passato anche sopra Marina di Grosseto creando un legame tra le due passioni supreme di Sandro, il mare e il volo. Sul tavolo è arrivata la torta regalata da Lorenzo Leoni, Clara e Gemma hanno voluto a tutti i costi che ci fossero 50 candeline e le hanno spente una a una. «Sono felice che la giornata sia passata bene. Abbiamo ricevuto una quantità enorme di affetto – dice Francesca – Non solo da chi era presente, ma anche da chi ha telefonato, scritto o mandato un messaggio. Una giornata piena di amore e positività, nello spirito di Sandro. .C’era anche la famiglia di lui, con i genitori e la sorella».

Tra i protagonisti indiscussi c’è stato Leoni, che con Sandro ha condiviso anni di amicizia legati al mare.

«Quando a settembre scorso seppi della sua morte ero qui in spiaggia e mi inginocchiai per il dolore e lo choc – racconta – Dopo che Francesca mi ha parlato della festa non ho avuto dubbi; ho deciso di ospitare l’evento, donato la torta. In pochi giorni abbiamo realizzato anche un grande punto d’ombra e lo abbiamo dedicato al nostro “Big”. Le bambine aspettavano di vederlo finito e quando sono arrivate mi hanno abbracciato. Chi passava qua davanti si è trovato davanti a uno spettacolo tutto bianco, decine di vele in acqua e una fila di persone vestite allo stesso modo. Qualcuno ha pensato a un matrimonio».

Luogo di vita e rinascita. Proprio qui al Kites’, a luglio dell’anno scorso, Lorenzo Leoni – insieme al suo istruttore Ivan Alfredo Macamo – salvò la vita a un bambino di 9 anni. Ora la vita prosegue. Francesca e gli amici hanno deciso di far diventare la festa dell’8 giugno un appuntamento fisso.

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