Il Tirreno

Grosseto

Disabili e diritti

Grosseto, andare al cinema in carrozzina: «Per i disabili diritti negati anche online»

di Massimiliano Frascino

	Lorella Ronconi, paladina dei diritti dei disabili
Lorella Ronconi, paladina dei diritti dei disabili

Lorella Ronconi racconta l’impossibilità di prenotare per chi è nelle sue condizioni: «Ticket in rete inaccessibili ai disabili. Continuiamo a essere tenuti ai margini»

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GROSSETO. Si fa presto a dire pari opportunità nell’accessibilità ai servizi, come ai luoghi pubblici, per le persone con una disabilità grave. Perché basta poco per imbattersi nel metaforico “gradino” che ti taglia fuori da tutto quello che agli altri invece è concesso.

Come nel caso di una “banale” – banalissima – prenotazione online di un posto al cinema. Nell’era in cui anche i comportamenti sociali sono digitalizzati. Eppure è quello in cui è incappata Lorella Ronconi, nota “agit-prop” (dal russo agitácija e propaganda, nda) grossetana a favore dei diritti delle persone con disabilità. Che desiderosa di andare a vedere il sequel del film “Il diavolo veste Prada” in un multisala del capoluogo maremmano, ha cozzato contro l’impossibilità di prenotare online il posto in sala, semplicemente perché la procedura di TicketOne, che gestisce in tutt’Italia le prenotazioni via web per la catena dei multisala in questione, non mette in condizione le persone che si muovono in carrozzina di scegliersi il posto per tempo.

Ormai, infatti, la gran parte dei biglietti per le sale cinematografiche viene acquistata prima di recarsi al cinema. Proprio per evitare di dover fare un viaggio a vuoto, trovandosi di fronte a un frustrante tutto esaurito.

«Volevo assolutamente andare a vedere il film di cui sono protagonisti Meryl Streep, Anne Hathaway e Stanley Tucci – spiega Ronconi – ma sapendo che sta riscuotendo un grandissimo successo e che i cinema sono presi d’assalto, mi sono collegata alla pagina web del The Space per acquistare in anticipo il biglietto ed evitare il rischio di non poter entrare in sala recandomi direttamente al botteghino del cinema. Per me raggiungere il multisala è un po’ complicato, perché devo organizzarmi con un’accompagnatrice e prendere la macchina con la pedana, dal momento che la struttura è lontano da casa mia».

Ed è a questo punto che Lorella Ronconi s’imbatte nella più classica delle odissee di matrice burocratico digitale. «Il sistema di prenotazione online TicketOne – argomenta – non consente di prenotare una postazione per carrozzina direttamente dal web, ma solo le poltrone numerate. Accessibili a persone sorde, cieche o con una difficoltà a deambulare che però hanno la possibilità di raggiungerle e fruirne. Naturalmente ho provato a contattare il numero verde al quale non mi ha risposto nessuno, né sono riuscita a trovare un altro numero di assistenza ai clienti. Intestardita, alla fine ho trovato un numero di servizio proprio del Multisala grossetano e sono riuscita a parlare con qualcuno. Ma mi hanno detto che non avevano nemmeno una mail dove poter inviare la richiesta di prenotazione del posto, e che mi sarei dovuta recare direttamente al cinema».

Naturalmente Ronconi ha protestato, snocciolando le sue ragioni, che sono anche quelle di tante altre persone con disabilità grave.

«Ho spiegato loro che non volevo rischiare di dover organizzarmi il pomeriggio senza magari poter poi vedere il film. Anche perché, considerato lo spazio limitato accessibile alle carrozzine poiché le sale sono tutte a gradoni, i posti avrebbero già potuti essere tutti occupati da altre persone in carrozzella. Né mi capacitavo del fatto che non fosse possibile inviare una prenotazione via mail, per poi pagare una volta arrivata al cinema con la sicurezza di avere il posto. Non c’è stato niente da fare. Così mi sono recata al multisala alla cieca, e per fortuna ho trovato spazio. Ma è evidente che le cose così non vanno, anche pensando a cosa succede in tutta Italia e nelle grandi città. Tenuto conto che ormai le persone che si muovono su una carrozzina sono davvero tante e abituate a frequentare gli spettacoli».

A proposito di intrattenimento in senso lato, Ronconi tiene a precisare che il problema non riguarda solo il cinema ma in generale gli spettacoli all’aperto, quelli teatrali e i concerti. Non è infatti raro imbattersi in siti internet di agenzie che intermediano la vendita di biglietti che non prevedono una procedura digitale semplice e veloce, che consenta alle persone con disabilità in carrozzina di riservare il posto. «Quasi sempre – aggiunge l’attivista – quando si riesce a parlare con il numero verde la soluzione che danno è quella di metterti in contatto con gli organizzatori dell’evento. Che naturalmente sono a loro volta molto difficili da intercettare. Dopodiché, quando questo avviene, inizia uno snervante scambio di mail per individuare la postazione dove potersi sistemare, spesso dovendo combattere per avere il posto accanto all’accompagnatore. La vicenda denunciata dalla famiglia con un figlio disabile in carrozzina che voleva assistere a una partita di hockey su ghiaccio in occasione delle paralimpiadi al PalaItalia Santa Giulia di Milano, è esemplificativa di quel che succede nel mondo reale. In quell’occasione, infatti, alla famiglia erano stati proposti tre biglietti in tre zone diverse, coi genitori che non potevano stare insieme al figlio perché non c’era spazio per loro vicino a quello per la carrozzina». Eppure, come spesso succede, le leggi, disattese, prevedrebbero tutto.

«Il decreto legislativo n° 82 del 27 maggio 2022 – conclude Ronconi – recepisce e dà attuazione alla direttiva Ue 882/2019 del Parlamento e del Consiglio europeo sui requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi. Decreto che troppo spesso viene disatteso, impedendo di fatto la fruizione dei diritti alle persone con disabilità. Che continuano a essere discriminate e tenute ai margini. Oltretutto con atteggiamento autolesionistico, perché siamo tanti e come tutti desiderosi di prendere parte alla vita sociale e civile del Paese, anche in veste di consumatori». 


 

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