Il Tirreno

Grosseto

Sos animali

Grosseto, gattino lanciato da una macchina in campagna: «Più piccolo del palmo di una mano, lotta per sopravvivere»

di Elisabetta Giorgi

	Il gattino lanciato giù da un’auto a Barbaruta, soccorso da Antonella Blanchard, ora è accudito da Daniela Seravalle
Il gattino lanciato giù da un’auto a Barbaruta, soccorso da Antonella Blanchard, ora è accudito da Daniela Seravalle

Succede a Barbaruta: un uomo sente «una sgommata» e avverte la vicina. Lei presta le prime cure all'animale che poi viene preso in custodia da una volontaria

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «Un’auto ha appena buttato questa creaturina davanti casa mia. Cosa devo fare? Non so proprio come aiutarlo. A chi mi posso rivolgere?». È un appello ansioso e disperato quello lanciato ieri mattina da Antonella Blanchard, ex docente che vive a Barbaruta, in aperta campagna. «Qui siamo praticamente tre famiglie in mezzo al nulla», racconta scossa.

Pochi istanti prima davanti al piazzale di casa sua qualcuno rallenta con la macchina, apre lo sportello e lancia fuori un minuscolo micio per poi ripartire sgommando. Un gesto rapido e freddo, cinico, come se si trattasse di buttar via un sacco della spazzatura.

Se ne accorge il vicino di casa che sente il rumore dell’auto – la “sgommata” – e scorge quel fagottino abbandonato a terra, è minuscolo. Chiama subito Antonella, che esce di casa e si trova davanti la scena. Il gattino ha gli occhi ancora chiusi e il cordone ombelicale attaccato: è probabile che sia nato il giorno prima, al massimo due. «Di sicuro è più piccolo del palmo della mia mano», racconta Blanchard che lo raccoglie e lo porta ansiosamente in casa. Decide di chiedere aiuto alla comunità di Facebook, confidando nella rete di amici e conoscenti. «Ho tante amiche gattare, ho pensato che qualcuna di loro mi avrebbe aiutata», racconta al Tirreno.

Intanto improvvisa un primo soccorso: una scatolina, una salvietta, un barattolo con acqua calda per creare un minimo di tepore. «Il micio è vispo». Iniziano ad arrivare i primi commenti, tra cui quello di una donna che si offre di intervenire subito: «Dimmi dove sei, vengo ad aiutarti», le fa. Si chiama Daniela Seravalle, è una volontaria e amantedegli animali, impegnata nella riabilitazione della fauna selvatica. In particolare è una “falconiera riabilitativa” per l’associazione La corte degli assioli a Cupi, riabilita i rapaci «ma amo qualsiasi animale», racconta. In casa ha un gufo reale: «l’ho salvato che aveva il becco rotto e le zampette sanguinanti, l’ho chiamato Horus come il dio egizio (rappresentato con la testa di falco, ndr). Sono 2 anni che l’ho adottato e lo sto ancora imbeccando».

In passato Daniela ha già salvato altri animali, pure «un gatto che era stato gettato dentro a un cassonetto come un rifiuto». Morale: le due donne, lei e Antonella, si mettono d’accordo e si incontrano a Grosseto. Daniela prende temporaneamente in consegna il micino e lo porta a casa, mantenendo un contatto costante con una veterinaria.

Il piccolo (o la piccola) sta lottando; ha una lieve ferita al naso, forse causata dall’impatto con il terreno. È nero e talmente piccolo che «pesa appena 100 grammi», una vita minuscola appesa a un filo. Ora viene nutrito con il biberon da Daniela Seravalle, tenuto al caldo giorno e notte e monitorato costantemente. «Questi giorni sono decisivi, spero tanto che sopravviva, io sto facendo tutto il possibile», dice la volontaria spiegando che l’unico elemento che potrebbe avergli salvato la vita è stato la caduta sull’erba anziché sull’asfalto. Un dettaglio che forse ha evitato conseguenze peggiori, ma restano l’assurdità di un gesto terribile e pure l’incognita che l’automobilista possa aver scaricato in giro altri gattini con lo stesso terribile metodo, visto che le gatte partoriscono più cuccioli.

Se questo felino ce la farà, potrebbe restare con la Seravalle o essere adottato da Blanchard; entrambe hanno mostrato di avere a cuore la vita dell’esserino, mentre si fa strada l’ipotesi di una denuncia contro ignoti per scoprire chi invece si sia comportato in modo così crudele.




 

Primo piano
La tragedia

Livorno, muore imprenditrice nello schianto sul Romito: gravissimo il marito. L’impatto «devastante», la moto distrutta e la comunità sotto choc

di Martina Trivigno
Speciale Scuola 2030