In Maremma nasce Pharmabot, l’app per il ritiro veloce di farmaci – Come funziona
L’intuizione di Alessandro Rosi, riduce tempi di attesa e perdita delle ricette
GROSSETO. Si chiama “Pharmabot” l’applicazione made in Maremma che promette di semplificare la vita ai pazienti che si rivolgono alle farmacie per ritirare i propri medicinali.
Una soluzione pratica venuta in mente al grossetano Alessandro Rosi, ex responsabile dell’information technology di Farmacie comunali riunite di Grosseto, osservando quel che succedeva proprio ai banchi delle farmacie. Anche con l’obiettivo di anticipare il recepimento nella legislazione nazionale degli indirizzi dell’Unione europea sul trattamento dei dati riservati. Come sono quelli contenuti nelle prescrizioni mediche.
La nascita di questa app deriva dall’esperienza quotidiana dietro al bancone, come spiega Rosi a Il Tirreno:
«Pazienti in fila, telefoni che squillavano senza sosta, ricette smarrite su WhatsApp. Pazienti confusi e nervosi con farmacisti sotto pressione, oltretutto pochi rispetto a quanti ne servirebbero, perché è sempre più difficile trovarne. Ogni giorno vedevo la stessa scena, e proprio da questa constatazione di fatto mi è venuta l’idea di trovare una soluzione informatica per semplificare la vita alle persone, sia in veste di pazienti che di lavoratori».
All’osservazione empirica Rosi ha associato anche una riflessione sulle complicazioni cui pazienti e farmacisti andranno incontro con l’applicazione prossima ventura degl’indirizzi comunitari sul trattamento dei dati sensibili. «Le ricette – aggiunge – per motivi di privacy non potranno essere trasmesse per via informatica o per Sms dai medici o dai pazienti ai farmacisti, ma dovranno essere consegnate di persona, pena contravvenzioni pecuniarie per la violazione della riservatezza. Una complicazione ulteriore per chi magari non può recarsi in farmacia autonomamente e deve delegare un parente, un amico o un’assistente alla persona (badante) al ritiro delle medicine, che per questo motivo prima di recarsi in farmacia deve passare a prendere la ricetta».
Mettendo insieme le due cose, Rosi ha trovato un’unica soluzione: l’App Pharmabot, appunto. Che consente di inviare le proprie ricette elettroniche alla farmacia di fiducia in modo semplice e del tutto sicuro. «Una volta scaricata l’app da Google play store, per ora è disponibile la versione Android ma sto terminando anche quella Ios, si può fotografare la ricetta o inserire manualmente il codice Nre, con l’intelligenza artificiale che estrae automaticamente il codice di 15 caratteri. A questo punto si visualizza la mappa con le farmacie convenzionate, potendo verificare anche la disponibilità della consegna a domicilio, e si inseriscono i propri dati personali aggiungendo eventuali note speciali o preferenze sui farmaci. Quando la farmacia ha preparato i medicinali richiesti, manda un Sms o una notifica per poterli ritirare. Tutti i dati sensibili del paziente e le ricette, così, non vengono’intermediati’e rimangono protetti perché collocati in un cloud sicuro e criptato accessibile solo alla farmacia. Pazienti e farmacisti velocizzano e semplificano gli adempimenti burocratici e i tempi di consegna dei farmaci».
Questa applicazione per i cellulari, che funziona appoggiandosi su piattaforme nazionali in cloud, funziona attraverso l’intelligenza artificiale come una chatbot: ovverosia, come un centralino virtuale che interagisce con chi la utilizza. L’App, inoltre, è completamente gratuita per i pazienti, mentre il sistema è a pagamento per le farmacie, al costo di un abbonamento mensile di un centinaio di euro. Per capire come abbonarsi, o per consultare il tutorial sul suo utilizzo, basta visitare il sito web di Pharmabot, che è molto chiaro ed accessibile. Il sistema di gestione è scalabile e potenzialmente può essere utilizzato da tutte le 19.000 farmacie presenti sul territorio nazionale.
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