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Fiocco rosa a Monterotondo: dopo 11 anni una nascita nel paese – La gioia per la piccola Diara e la lotta contro lo spopolamento

di Ivan Zambelli

	Una veduta di Monterotondo e i genitori della piccola Diara
Una veduta di Monterotondo e i genitori della piccola Diara

La ricerca negli archivi anagrafe: l’ultima volta fu nel 2015, prima ancora nel 1997. Il sindaco: «Siamo felici, ma questa vicenda dimostra le difficoltà delle aree interne»

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MONTEROTONDO. In un paese dove i bambini ormai nascono altrove la nascita della piccola Diara è diventata una notizia capace di far sorridere un’intera comunità. A Monterotondo Marittimo, poco più di 1. 280 abitanti sulle Colline Metallifere, lunedì è stata una giornata di festa: la bambina è venuta alla luce fortuitamente a bordo di un’ambulanza, lungo la strada verso l’ospedale, riportando simbolicamente una nascita nel territorio comunale dopo undici anni.

Un evento raro, quasi eccezionale. Basti pensare che l’ultima volta che un bambino era nato nel Comune di Monterotondo Marittimo risaliva infatti al 2015. Ma prima ancora bisogna tornare indietro al 1997. In sostanza tre nascite in trent’anni. Non significa che nel paese non nascano bambini – ogni anno vengono registrati nuovi piccoli residenti – ma semplicemente che ormai tutti vedono la luce negli ospedali del territorio, come al Misericordia di Grosseto e quindi lontani dal paese.

Il motivo è semplice: nei piccoli centri delle aree interne non esistono più punti nascita. Così le future mamme devono raggiungere gli ospedali più vicini, affrontando viaggi di decine di chilometri. Nel caso di Monterotondo Marittimo l’ospedale intermedio è quello di Massa Marittima, a circa 19 chilometri di distanza, ma per il parto il riferimento resta Grosseto, che si trova a circa 60 chilometri.

Per questo la nascita di Diara ha avuto un significato particolare per tutta la comunità, un aspetto curioso al punto che per andare a recuperare l’ultimo nato nel paese è stato necessario andare a spulciare negli archivi dell’anagrafe del Comune. E infatti l’ultimo nato risale al 2015, ma quello prima ancora nel 1997. Per dire, c’erano ancora le lire.

Un dettaglio che racconta bene la trasformazione demografica dei piccoli paesi. Anche il codice fiscale dei nati a Monterotondo Marittimo lo testimonia: termina con “612”, il codice del Comune. Tre cifre che però oggi si trovano ormai per lo più nei documenti dei nonni e degli anziani del paese, mentre tra i più giovani è ormai diventato una vera e propria rarità.

«Essendo un’area interna riusciamo comunque a difenderci abbastanza – spiega il sindaco Giacomo Termine – anche se il saldo resta negativo e ogni anno i decessi sono più delle nascite. Però questa giovane coppia, arrivata da poco a Monterotondo, ha avuto questa piccola disavventura e siamo felici che tutto sia andato bene. È giusto dare loro il benvenuto».

L’episodio però riporta anche al centro le difficoltà che caratterizzano molti territori lontani dai grandi centri. «Le distanze sono notevoli – aggiunge il sindaco – e questa vicenda lo dimostra. Serve una politica nazionale più forte per le aree interne. La Regione sta facendo molto, ma da sola non basta. Anche il governo centrale deve dare un suo contributo».

A incidere è anche l’organizzazione dei servizi di emergenza. «Le postazioni di emergenza territoriale si basano molto sul volontariato – ricorda Termine – perché le norme nazionali limitano la possibilità per le Asl di assumere personale. Se non si può investire sul personale sanitario allora bisognerebbe sostenere ancora di più il grande volontariato e creare strutture adeguate per garantire i servizi». Se non altro, nel frattempo la comunità di Monterotondo si gode il lato più bello della storia: una nuova nascita. Negli ultimi anni nel Comune si sono registrati sì e no cinque o sei bambini l’anno, tutti però ovviamente nati fuori dal territorio. Questa volta invece la storia è diversa, anche se per puro caso. «Siamo davvero contenti – conclude il sindaco – e facciamo i nostri auguri alla famiglia. La comunità si allarga, ed è sempre una bella notizia. Monterotondo festeggia una nuova vita». l

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