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Venti di guerra

«Esplosioni sopra le nostre teste»: studenti toscani intrappolati a Dubai – Cosa sta succedendo

di Matteo Scardigli

	Un'esplosione a Dubai, Nofri e in basso Benedetti Magnani negli Emirati
Un'esplosione a Dubai, Nofri e in basso Benedetti Magnani negli Emirati

Ansia per un gruppo di giovani bloccato dai missili: intanto i Comuni attivano canali internazionali per tenere contatti con i concittadini e cercare di aiutarli

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GROSSETO. «Data la situazione attuale, una potenziale minaccia missilistica, cercare immediatamente rifugio nell’edificio sicuro più vicino e tenersi lontani da finestre, porte e aree aperte. Attendere ulteriori istruzioni».

A Dubai la notifica compare sui cellulari di Pablo Nofri, figlio del pittore grossetano, emigrato negli Emirati Arabi Uniti da ormai un quarto di secolo, così come sullo smartphone di Valentino Benedetti Magnani, studente del “Carlo Cattaneo” di Follonica (liceo di scienze applicate), che all’ombra del Burj Khalifa (il super albergo-grattacielo a 7 stelle) è arrivato solo pochi giorni fa insieme a tanti altri coetanei impegnati in un progetto scolastico internazionale.

I due non si conoscono e affrontano quello che sta succedendo in modo diametralmente opposto: il primo pronto a correre nel deserto con la sua compagna, lontano da obiettivi sensibili, il secondo stretto alla comitiva che ogni tanto viene spostata da una struttura ricettiva all’altra in cerca di un bunker. Mentre parliamo con loro ogni tanto distolgono l’attenzione dal telefono: non troppo distante c’è appena stata un’altra esplosione. L’aeroporto è off limits e sono tutti bloccati.

Il racconto

«Sabato ero appena arrivato a lavoro quando un mio dipendente libanese è stato chiamato dalla sorella che vive accanto all'ambasciata a Beirut. Ho pensato il peggio, ma che almeno era lontano dalle nostre teste», racconta Nofri, che qui ha saputo farsi un nome nell’allestimento di spettacoli, e tuttavia aggiunge: «Tornato a casa ho sentito una botta fortissima nella zona del Burj al-Arab (la “Torre degli Arabi”, uno degli hotel più lussuosi in città, ndr) e ho chiamato la mia compagna, che lavora vicino alla base americana, per dirle di tornare a casa: la polizia l'ha fermata sul vialone, per sicurezza, perché la contraerea aveva appena abbattuto un missile e i detriti erano caduti sulla strada».

Gli studenti

Benedetti Magnani è con tre compagni di scuola (un altro di Follonica, uno di Massa Marittima e uno di Venturina) tra i 200 studenti italiani, tra cui alcuni minorenni, coinvolti nel programma “L’Ambasciatore del futuro“, organizzato da Wsc Italia - World Student Connection Global Leaders, che si stava tenendo proprio in questi giorni. «La situazione non è troppo preoccupante perché il sistema di difesa è molto efficiente. L’altra sera l’allarme è suonato per sette volte, ho visto partire i missili da terra e abbattere i loro bersagli e una schiera di una decina di caccia e una dozzina di elicotteri», racconta il giovane, che con lucidità ammette: «Sono abbastanza fiducioso e razionale, ma non è che non succede niente. Il console è venuto a parlarci per dirci di stare tranquilli ma questa è una situazione di guerra».

La task force

Il ministro degli esteri Antonio Tajani ha creato una “Task Force Golfo” che rafforzerà il lavoro dell’unità di crisi e sosterrà l’impegno delle ambasciate e dei consolati nella regione per far fronte alle migliaia di richieste di assistenza delle migliaia di cittadini bloccati nei Paesi coinvolti. Il governo italiano ha accolto con favore la collaborazione che i governi del Golfo e le loro linee aeree stanno offrendo ai cittadini bloccati, innanzitutto offrendo assistenza per alloggiare in albergo. L’ambasciata negli Emirati e quella in Qatar sono riuscite a far spostare dagli aeroporti in alberghi tutti i passeggeri in attesa.

I Comuni di Grosseto e Follonica assicurano di essere in contatto costante con le autorità locali, con il primo che può avvalersi dei canali rodati con l’ufficio relazioni internazionali e il secondo che, nella persona del sindaco Matteo Buoncristiani, ha parlato personalmente con la viceconsole Francesca Dell’Apa. Restano tanti i maremmani, anche turisti che avevano solo fatto scalo negli Emirati, impossibilitati a rientrare.

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