È ancora bagarre sullo stadio Franchi e sulla concessione alla Fiorentina
Minoranza all’attacco: nella variazione di bilancio spuntano numeri che alimentano i sospetti sull’investimento. Per l’assessora è solo un equivoco
FIRENZE. È ancora bagarre politica intorno al rifacimento dello stadio Franchi dopo la riunione della Commissione 1 nel corso della quale è emerso un particolare che non è piaciuto alle opposizioni, ma che secondo l’assessora allo Sport Letizia Perini è solo un equivoco, nella migliore delle ipotesi.
I primi ad aprire il fuoco sono stati i consiglieri Angela Sirello e Matteo Chelli di Fratelli d’Italia, che dicono di aver trovato nella variazione di bilancio una “Concessione dei servizi di gestione impianto sportivo comunale Stadio Artemio Franchi” della durata di 60 anni per un valore complessivo di 1,5 miliardi, dunque circa 25 milioni l’anno, e si sono chiesti: «Se, alla fine della fiera, si è costretti comunque a ricorrere ad un corposo sostegno della società in cambio di una lunga concessione, che senso ha avuto impiegare ingenti risorse pubbliche, che magari si sarebbero potute destinare agli impianti sportivi minori, per uno stadio che la Fiorentina avrebbe ben volentieri, in tempi celeri, realizzato autonomamente a spese proprie?».
Come si vedrà, il sospetto che agita la minoranza è che la giunta alla fine voglia fare un piacere alla Fiorentina secondo il vecchio adagio del “socializzare le perdite e privatizzare i guadagni”.
Lo sospetta anche il consigliere Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune, che fa notare come l’unico apporto privato contenuto nella variazione di bilancio per lo stadio sia di 55 milioni di euro nel 2027: «Quei 55 milioni sono l’unica voce di “capitale privato” in tutto il programma triennale del Comune. Tradotto: l’apertura ai privati sullo stadio non è più un’ipotesi vaga rinviata al futuro. È già scritta, quantificata e messa a programma dentro un atto che il Consiglio sta per votare. Chi vota la delibera di bilancio, vota anche questo, nonostante non ci siano rapporti ufficiali registrati con ACF Fiorentina».
Molto dubbiosa anche Cecilia Del Re di Firenze Democratica. «Qualche settimana fa in consiglio comunale con un question time – ricorda – ponemmo dubbi anche sulla strada del project, posto che l’investimento di Fiorentina (55 milioni) è ad oggi meno di un quarto del costo complessivo dei lavori (destinato ancora ad aumentare e finanziato per il resto con soldi pubblici). La norma sul project parla di “importo significativo” del privato, e non ci pare questo il caso, men che meno se la concessione sarà per 60 anni».
Massimo Sabatini della Lista Schmidt è decisamente meno diplomatico. «Ci ritroviamo con uno stadio brutto, fatto male, costoso e con le procedure di gara incasinate – dice – Tutto è marchiato a fuoco dall’impreparazione. I cattivi metodi portano sempre a cattivi risultati in ogni campo. Il caos estivo regala la perla dei numeri scappati prima del tempo! Ma è mai possibile? Prima di indire un bando gara si fanno uscire informazioni sensibili senza prima aver coinvolto il Consiglio? Tempi, valori, richieste economiche. Un disastro!».
Anche per Lorenzo Masi del M5S c’è una sproporzione tra i soldi che metterà nello stadio la Fiorentina e quanto le tornerà indietro grazie alla concessione, mentre per Alberto Locchi, capogruppo di Forza Italia, lo stadio Franchi «è diventato un pozzo senza fondo dove euro e sorprese non finiscono mai».
Ma per l’assessora Perini sono tutte sciocchezze, o quasi. «Il valore stimato di circa 1,5 miliardi di euro riportato negli atti non è il valore del canone di una eventuale concessione né il corrispettivo che il Comune riceverà da un eventuale futuro concessionario – spiega – L'articolo 179, comma 4, del decreto legislativo 36 del 2023 stabilisce infatti che il valore di una concessione debba essere calcolato sul fatturato complessivo stimato del concessionario per l'intera durata del contratto. È questo il criterio utilizzato negli atti di programmazione, come previsto dalla legge».
E ancora: «L'inserimento della procedura nel programma degli acquisti di beni e servizi è uno degli adempimenti previsto dalla normativa e necessario per poter proseguire il percorso amministrativo già individuato dalla giunta per il completamento dello stadio Franchi. Non rappresenta certamente l'attivazione di una concessione». Insomma, giura l’assessora, nessuna decisione è stata presa. Comunque se ne parlerà in Consiglio comunale l’11 luglio.
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