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Bici e furti, dalle “scatole” alle velostazioni tutti i sistemi per (provare) a non farsela fregare

di Giulia Poggiali
Bici e furti, dalle “scatole” alle velostazioni tutti i sistemi per (provare) a non farsela fregare

Firenze, in via Vittorio Emanuele aperti i primi posti in sicurezza ma sono ancora pochi. Alla stazione il parcheggio più grande in Italia con 800 posti: è gratuito e la notte viene chiuso

24 maggio 2024
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FIRENZE. Furti e mancanza di luoghi dove poter parcheggiare le bici in sicurezza, soprattutto quelle elettriche, mezzi versatili in grado di risolvere i problemi di spostamento da una parte all’altra della città. Risale infatti ad alcuni giorni fa il furto di una e-bike custodita in un garage di via Fontana. E tanti sono i casi di sottrazione che i proprietari ormai non denunciano più.

Ci sono però alcuni progetti e realtà che si stanno muovendo per riuscire a poter utilizzare le biciclette senza l’incubo dei furti come fedeli compagne di viaggio.

Conferma Tiziano Carducci, presidente Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta) di Firenze: «Il furto di questi mezzi è un fenomeno globale, che non interessa solo Firenze, bensì ogni città. Non possiamo avere dei dati certi, anche perché molte persone non denunciano e ciò impedisce di stilare un rapporto che conferma l'alto numero di segnalazioni che riceviamo». La Fiab è un'associazione che si occupa di promuovere l’uso della bicicletta in ambito urbano ed extraurbano, e si batte per diffondere le buone pratiche affinché i ciclisti non viaggino in condizioni di pericolo. Ciò significa impegnarsi nella realizzazione di progetti anche e soprattutto in sinergia con altri soggetti, tra cui l'amministrazione comunale.

Per Carducci fondamentali sono i punti di raccolta con rastrelliere e velostazioni: «È importante ricordarsi di portare sempre con sé un buon lucchetto. Sconsigliamo quelli deboli che possono essere tagliati con una semplice cesoia - spiega Carducci-. Le rastrelliere sono poi i punti di sosta migliori: dovrebbero essere presenti in molte zone della città». Troppo spesso, però, proprio le rastrelliere possono attirare il degrado e la sporcizia, con biciclette abbandonate oppure con i cestelli che si trasformano in cestini dove posare di tutto. Fondamentale perciò la cura anche in chiave antifurto: «Le rastrelliere devono essere sorvegliate, proprio per evitare che si trasformino in qualcosa di negativo, quando in realtà non lo sono».

Oggi alla stazione di Santa Maria Novella, è presente un Bici park dove poter lasciare la bici, e al momento, si tratta dello spazio più grande d’Italia perché può ospitare fino ad 800 biciclette. È gratuito e la notte lo spazio viene chiuso.

L'associazione fiorentina ha inoltre proposto la realizzazione di velostazioni ad accesso controllato, strutture che oltre a promuovere e ad incentivare l’utilizzo della bicicletta, possono garantirne la sosta in sicurezza, soprattutto se parliamo delle e-bike (già presenti a Sesto Fiorentino, a Empoli e in altre cittadine in ambito scolastico). «Vorremmo più velostazioni in corrispondenza delle stazioni e delle fermate ferroviarie urbane, soprattutto nelle zone ad alta densità abitativa – spiega Carducci – Ottime sono anche le bike-box, piccole strutture utili per la sosta delle bici, dei veri e propri parcheggi che potrebbero essere utilizzate da tante persone disposte persino a pagare per proteggere la propria bicicletta», conclude Carducci.

Il primo esempio di bike box è stato realizzato in via Vittorio Emanuele II e contiene 6 biciclette. Siamo al civico 303 grazie a un progetto della cooperativa sociale Biclò con Sms Rifredi. La struttura le protegge da furti, atti vandalici ed agenti atmosferici ed è molto diffuso in Olanda, in particolar modo a Rotterdam. Gli utenti possono accedervi automaticamente tramite app e acquistando l'abbonamento, il posto è sempre accessibile, 7 giorni su 7, 24 ore su 24. l
 

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