Firenze, scontro fra un camion e una bici: muore ciclista – Chi è la vittima
L’uomo è morto in ambulanza: sul posto il personale sanitario del 118 e gli agenti della polizia municipale. Intanto sull’episodio si è subito innescata una polemica politica
FIRENZE. Un uomo di 78 anni, Alfredo Ceccarelli è morto stamattina, 17 marzo, in un incidente stradale che si è verificato intorno alle 9,30 all’intersezione tra via Leopardi e viale Gramsci dove sono in corso i lavori per la tramvia.
L’anziano era in sella a una bici che, per cause in corso di accertamento, si è scontrata con un mezzo pesante. L’uomo è deceduto nell’ambulanza arrivata sul posto. Il viale è stato chiuso per le operazioni di soccorso e per i rilievi della polizia municipale che, per la viabilità alternativa, ha spento momentaneamente la porta telematica di via Alfieri.
Il tragico episodio diventa caso politico
E sulla tragedia si è subito innescata una polemica politica. «Sulla dinamica saranno gli accertamenti a fare piena chiarezza – dicono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi, Angela Sirello, Matteo Chelli e Giovanni Gandolfo – Ma una cosa è certa: ormai le strade di Firenze sono sempre più difficili e la convivenza tra cantieri, restringimenti, mezzi pesanti, biciclette e traffico ordinario è diventata estremamente critica. Con i continui restringimenti causati dai lavori, è inevitabile chiedersi come si possa pensare di far convivere in condizioni di sicurezza ciclisti, mezzi pesanti e traffico ordinario sulle strade di Firenze».
Le prime ricostruzioni
Secondo una prima ricostruzione, il ciclista e il mezzo pesante sarebbero stati fermi al semaforo rosso e quando è scattato il verde il ciclista avrebbe perso l’equilibrio finendo sotto le ruote dell’autocarro che non si è accorto della presenza dell’anziano a causa di un angolo cieco.
«Se fosse confermato quanto emerge dalle prime ricostruzioni – dicono ancora i consiglieri di FdI – e cioè che tra le cause vi sia ancora una volta il problema dell’angolo cieco, ci troveremmo di fronte all’ennesimo allarme rimasto senza risposte».
Le critiche
Ma le critiche arrivano anche da sinistra. «Sono anni che le associazioni dei familiari delle vittime della strada chiedono che sia speso di più e meglio per la sicurezza stradale – commentano Dmitrij Palagi e Pietro Poggi di Sinistra Progetto Comune – Eppure da inizio consiliatura sono sostanzialmente ferme le nuove infrastrutture per la ciclabilità: il primo incentivo che la Giunta dovrebbe mettere in campo per una mobilità sostenibile è renderla efficiente e sicura, non una gincana tra cantieri e auto parcheggiate. C'è una diffusa insofferenza verso alcuni comportamenti impropri di chi si muove sulle due ruote pedalando, ma si ignora la difficoltà quotidiana che si ritrova a vivere chi si muove su una ciclopedonabilità discontinua, interrotta in molti punti e particolarmente sotto pressione per i cantieri. Nei corridoi stretti tra le tante transenne capita di vedere momenti di tensione diffusi, anche tra chi è in bicicletta e chi è a piedi. Non solo: abbiamo visto momenti di rabbia che trovavano sbocco contro gli operai, perché nella ristrettezza dell'area insistevano anche i mezzi dei cantieri».
«A Firenze i dati dicono che si muore di più per scontri sulle strade che per spaccio di sostanze psicotrope (anche se non è una gara) – aggiungono Palagi e Poggi – Forse sarebbe il caso che il dibattito sulla sicurezza e quello sulla mobilità si unissero, visto che le deleghe ricadono sullo stesso assessorato».
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