Le mani straniere sull’Empoli: tre offerte per entrare nel club – I retroscena
In lizza un gruppo austro-brasiliano e due fondi d’investimento degli Usa Sul piatto anche la maggioranza. Il presidente Corsi tiene la porta aperta
EMPOLI Sono passati 633 giorni - o se preferite 1 anno, 8 mesi e 28 giorni - da quando il presidente azzurro Fabrizio Corsi, attraverso le colonne de Il Tirreno sganciò la bomba del possibile, anzi probabile, ingresso di un socio nell’Empoli. Una vita e un categoria fa, in termini calcistici, con gli azzurri che avevano appena conquistato e celebrato la terza, storica, salvezza consecutiva in Serie A battendo la Roma nell’apoteosi del Castellani negli ultimi indimenticabili secondi della giornata conclusiva. Da allora, sotto le ceneri di una calma solo apparente, molte cose sono cambiate e molte cose si sono mosse. Tanto che oggi la sensazione è quella di essere arrivati alla fatidica stretta finale.
Tre offerte
Sul tavolo, infatti, ci sono non una ma almeno tre offerte per mettere le mani su e dentro l’Empoli. Ovviamente tutto si sta consumando lontano dalle luci della ribalta ma, a quello che trapela, si tratterebbe sempre di offerte arrivate dall’estero. La prima di un gruppo composto da investitori austriaci e brasiliani. Sono già presenti nel pallone pare in entrambi i paesi e sono stati i primi a muoversi in ordine di tempo e con loro le interlocuzioni e i contatti andrebbero avanti già da alcuni mesi. Una seconda trattativa è poi stata aperta, e lo è tuttora, con un fondo d’investimento Usa che ha già interessi nel calcio europeo. E lo stesso discorso, cioè un fondo a stelle e strisce, riguarda la terza e più recente pista che si è aperta. Tutte e tre queste realtà avrebbero già avuto accesso ai conti dell’Empoli, ovviamente con il permesso del club azzurro, e dunque si tratta di qualcosa di più di semplici discorsi o interessi (solo) annunciati.
Maggioranza
La novità che sta emergendo, poi, è che non si tratterebbe più dell’ ingresso di un socio di minoranza che possa poi raggiungere il controllo vero e proprio in qualche anno come era stato ventilato in un primo momento, ma anche del possibile passaggio di mano immediato della maggioranza delle quote del club. Sotto questo punto di vista, insomma, non ci sarebbe più il divieto assoluto di parlarne e di trattarne. Resta salvo il fatto, sempre secondo quanto finora raccolto, che il timone di comando resterebbe nelle mano del presidente Corsi almeno per qualche anno (da 3 a 5). Il massimo dirigente, d’altra parte, è il punto di riferimento dell’Empoli dal 1991 e la sua presenza sarebbe non solo gradita ma addirittura voluta anche da chi sta provando ad entrare in scena. Al momento Corsi controlla tra l’80% e l’85% e l’arrivo di un nuovo socio, seppur dovesse essere di maggioranza, lo porterebbe ad abbassare sensibilmente la quota di famiglia (la figlia Rebecca e amministratrice delegata e vice-presidente del club, ma dentro ala società ora gravitano anche ancora un’altra delle figlie, Corinna, in area marketing e il figlio minore Guido in quella tecnica) ma mantenere comunque tra il 20 e il 30%.
Il pacchetto
Naturalmente la formazione azzurra, attualmente protagonista di un non brillantissimo campionato di Serie B, è il piatto forte dell’affare, ma non la sola portata sul tavolo. Dietro alla prima squadra, infatti, c’è un florido vivaio che proprio in questi mesi sta ritrovando brillantezza (Primavera 2 e Under 17 al comando dei rispetti gironi in campionato) e anche beni meno volatili, anzi decisamente solidi. Nel pacchetto, infatti, c’è il discorso dei lavori di ristrutturazione e ammodernamento dello stadio Carlo Castellani che proprio in questo periodo potrebbe avere nuovi impulsi. L’impianto era e resterà di proprietà del Comune ma con una lunga concessione. Altro asset considerevole, poi, è il centro sportivo di Monteboro. Anche lì, infatti, sono previste operazioni per un ulteriore ampliamento. Il bilancio, poi, è un altro motivo che sta attraendo gli investitori.
Parla il presidente
Intanto, in città, nelle ultime settimane le voci di sono rincorse e moltiplicate. Le ultime, in ordine di tempo, avevano addirittura fissato nello scorso 15 febbraio il giorno della cessione, altre il passaggio dell’80% di quote al gruppo Red Bull (che, invece, non sarebbe né sarebbe mai stato tra i soggetti interessati). In tutto questo vortice il presidente Fabrizio Corsi non entra né vuole entrare, ma quello che dice, oggi, in merito alla vicenda lasci aperti molti scenari. «Non ho nessun commento da fare riguardo alle voci che da giorni circolano in città e non solo – sottolinea il massimo dirigente – ribadisco solo che se c’è la volontà di qualche soggetto o qualche persona di darci una mano è e sarà il benvenuto. Il calcio, oggi, è cambiato e portare avanti il nostro modello, la nostra filosofia, è sempre più complicato».
I tempi
Non resta che attendere, insomma. Con la tempistica che resta incerta, visto che dai discorsi bisogna passare ai fatti e cominciare a mettere anche i soldi sul tavolo, ma anche con la sensazione che la storica svolta non sia mai stata così vicina...
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