Empoli, gli impiegati delle Poste sventano la truffa e bloccano il bonifico da 3mila euro: “salvata” una cliente
Ad un’anziana del posto è stato chiesto di versare con urgenza denaro su un finto conto corrente intestato alla figlia ma il personale dell’ufficio postale ha scoperto il tranello: beffati i malviventi
EMPOLI. Era convinta di dover aiutare urgentemente la figlia, bisognosa di denaro, ma invece era caduta nel tranello – l’ennesimo – dei truffatori, che l’avevano spinta a “firmare” un bonifico da oltre tremila euro. Una truffa, la cosiddetta “truffa del finto figlio”, sventata dal personale dell’ufficio postale di Monterappoli al quale, nei giorni scorsi, si era rivolta un’anziana di oltre ottant’anni per effettuare un bonifico istantaneo di oltre tremila euro a favore della figlia.
Al momento dell’operazione, però, alcuni elementi non hanno convinto l’impiegato postale che, insospettito soprattutto dalla richiesta di un bonifico istantaneo, insieme ad alcuni colleghi dell’ufficio, ha deciso di approfondire la richiesta della signora. Dopo alcune domande all’anziana e a varie verifiche hanno avuto conferma dell’ennesimo tentativo – questa volta per fortuna non concretizzatosi – della cosiddetta “truffa del finto figlio”, un raggiro che punta a colpire l’emotività dei genitori – quasi sempre molto anziani – per sottrarre denaro. Una frode, sempre più diffusa, che vede il truffatore contattare la vittima – solitamente attraverso sms o messaggistica istantanea – attraverso un numero di cellulare facendo credere di essere suo figlio che ha smarrito il telefono e che ha bisogno urgente di denaro.
Un “refrain” andato in scena per l’ennesima volta nei giorni scorsi a Empoli, ma con un esito diverso rispetto alle tante truffe simili concretizzate anche sul territorio empolese. Il personale dell’ufficio postale ha infatti contattato la (vera) figlia della cliente, dalla quale hanno avuto conferma del tentativo di truffa. La donna, infatti, non aveva avanzato alcuna richiesta di denaro alla madre. Giunta sul posto, la donna ha accompagnato l’anziana dalle forze dell’ordine per sporgere denuncia.
«È sempre importante mantenere alta l’attenzione in caso di messaggi con i quali viene richiesto denaro tramite bonifici, postagiro o ricariche oltre a situazioni di emergenza o urgenza legate a un familiare generando ansia e agitazione in chi li riceve come avvenuto in questo caso – sottolinea la responsabile fraud management (gestione delle frodi) Centro Nord di Poste Alessandra Mariotti –. Si tratta di un tentativo di truffa che la vittima può sventare contattando il parente al suo numero o tramite un canale sicuro. Se il contatto non può essere effettuato nell’immediato, è bene adottare un atteggiamento diffidente non effettuando il bonifico e rivolgendosi al nostro personale che da anni viene formato e preparato a gestire i diversi scenari di frode per offrire la migliore assistenza ai clienti».
Un raggiro, quello del “finto figlio” che si aggiunge ad una lunga lista di truffe – tra richiesta di soldi e di oggetti preziosi – che negli ultimi anni i malviventi hanno concretizzato soprattutto nei confronti degli anziani, contro le quali aziende e istituzioni, insieme alle forze dell’ordine, hanno messo in campo numerose azioni di contrasto, invitando soprattutto a diffidare da tentativi di contatto tramite sms o messaggistica istantanea, mail o telefonate. Poste Italiane, ad esempio, per evitare spiacevoli sorprese, invita a «riconoscere la provenienza di email, sms e telefonate fraudolenti; fare attenzione alle proposte vantaggiose e alle promesse di denaro o guadagni facili; a verificare le pagine web su cui si effettuano i propri acquisti; ad usare cautela nella gestione di dati, informazioni e documenti personali e a mantenere software e password costantemente aggiornati».
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