Economia
In Toscana caldo record e ambulatori pieni come col picco influenzale: le contromisure alla "pandemia climatica"
Medici di famiglia e pronto soccorso: il sistema, nonostante un aumento degli accessi, sta reggendo. «Ma serve un piano estate»
Luglio come gennaio, o quasi. Almeno se si vanno a guardare le sedie occupate negli ambulatori dei medici di famiglia toscani. Un aumento di accessi che ricorda più quelle settimane dell’anno in cui l’influenza picchia duro e che invece ci mette davanti a una nuova realtà: in estate gli studi non si svuotano più ma anzi i pazienti hanno bisogno di cure e assistenza.
Ambulatori pieni
Un cambio di paradigma che sta portando i medici di medicina generale (e non solo) a rivedere l’assetto organizzativo per far fronte a quella che molti esperti definiscono “pandemia climatica”. «È da un mese che ci sono 40 gradi – spiega Niccolò Biancalani, segretario di Fimmg Toscana – e queste temperature stanno diventando quasi una normalità. A causa del caldo le richieste dei pazienti sono aumentate ma il sistema sta reggendo. È sotto stress ma tiene. Negli ambulatori si assiste a una sorta di “picco climatico” con un numero di accessi paragonabile a quello del picco influenzale». Secondo Biancalani, per far fronte a questo aumento di richieste, è necessario strutturare un vero e proprio “piano estate” e di aprire la strada a una sorta di «medicina climatica».
Chi soffre di più
«Molti pazienti si disidratano a domicilio – spiega – col caldo poi bisogna rivedere tutte le terapie per gli scompensati e i malati di cuore. Soffrono soprattutto i pazienti allettati ma in generale la categoria degli over 70. Anche i pazienti psichiatrici – aggiunge – risentono delle alte temperature perché sono costretti a cambiare le proprie abitudini e magari a rinunciare ad esempio a una camminata sul mare che invece sarebbe necessaria per trovare una stabilità».
Il punto sui pronto soccorso
Ma il fronte dell’assistenza sanitaria non si esaurisce negli ambulatori. E per capire se davvero il sistema regge bisogna guardare i numeri di accesso ai pronto soccorso. Partiamo dal sud della Toscana. «In media al pronto soccorso dell’ospedale di Grosseto abbiamo 300 accessi al giorno in estate – spiega Marco Torre, nuovo direttore della Direzione Salute, Welfare e Coesione Sociale della Regione Toscana dal 1° settembre – mentre all’ospedale San Donato di Arezzo siamo sulla media dei 200. Sulla costa incide la maggiore presenza turistica ma in generale c’è un aumento di accessi per malesseri legati al caldo. Il sistema comunque sta reggendo, abbiamo adottato tutta una serie di misure che stanno funzionando. In più stanno partendo i “Pir”, Punti intervento rapido nelle case di comunità. Chi ha bisogno di assistenza non urgente può contattare la centrale al numero 116117 e l’operatore filtra la richiesta indirizzando il paziente verso un Pir e solo se necessario al pronto soccorso».
Il ruolo delle case di comunità
Salendo lungo la costa ed entrando nell’ampio perimetro dell’Asl Nord Ovest i dati mostrano sì un aumento di accessi ai pronto soccorso ma tutto sommato contenuto. Nel periodo maggio-giugno-luglio 2026, il totale degli accessi ai pronto soccorso degli ospedali della costa – Massa, Versilia, Livorno, Cecina, Piombino e Portoferraio – è stato di 81. 500 mentre nello stesso periodo del 2025 gli accessi erano stati 80mila: +1, 9% circa. «Al Versilia – spiega il dottor Giuseppe Pepe, direttore del pronto soccorso dell’ospedale di Lido di Camaiore e presidente regionale della Simeu – in estate abbiamo sempre un aumento di accessi dovuta anche alla massiccia presenza turistica. Nel periodo giugno-luglio 2026 sono stati 14. 574 mentre a marzo aprile 12mila. A luglio 2026 abbiamo avuto 7. 670 accessi mentre lo scorso anno erano stati 7. 590. L’aumento quindi c’è stato ma meno marcato rispetto al passato. Credo che sia merito delle alternative assistenziali come le case di comunità e i Pir. Ora è importante informare i cittadini che hanno a disposizione altre strutture che danno assistenza. Chi ha un problema minore può rivolgersi lì e solo se necessario sarà indirizzato all’ospedale»l
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