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“Rivoluzione” in Cardiologia: arriva il pacemaker senza fili
Il dispositivo impiantato per la prima volta all’ospedale di Empoli: «Un’innovazione per garantire sicurezza nei casi clinici più complessi». La nuova soluzione consente la stimolazione coordinata di atrio e ventricolo destro
EMPOLI. In sala di elettrofisiologia, un cuore ha ritrovato il suo ritmo con un pacemaker senza fili. All’ospedale San Giuseppe di Empoli è stato eseguito, nelle scorse settimane, per la prima volta un impianto di pacemaker leadless bicamerale, effettuato dall’équipe di elettrofisiologia della Cardiologia del policlinico cittadino. Un intervento che porta a Empoli una nuova possibilità di cura per le bradiaritmie, in particolare nei casi più delicati.
La procedura ha riguardato una paziente di circa 80 anni con un blocco atrioventricolare, per la quale l’impianto di un pacemaker tradizionale avrebbe comportato criticità legate al rischio infettivo. Proprio per questo i cardiologi del San Giuseppe hanno orientato la scelta verso una soluzione diversa, più adatta alla storia clinica della paziente e alle sue condizioni fisiche.
Questo dispositivo, a differenza dei pacemaker tradizionali, non utilizza elettrocateteri introdotti dalle vene e non richiede l’alloggiamento del generatore sotto la cute del torace. Tutto il sistema è contenuto nel cuore, con un approccio profondamente diverso rispetto alle tecnologie convenzionali. Un’evoluzione importante, perché rispetto ai primi dispositivi leadless, capaci di stimolare solo il ventricolo destro, questa nuova soluzione consente la stimolazione coordinata di atrio e ventricolo destro, estendendo così l’indicazione anche ai pazienti in ritmo sinusale. «Questo primo impianto conferma il percorso di crescita della nostra Cardiologia e la capacità di introdurre soluzioni avanzate quando offrono un beneficio concreto per il paziente – sottolinea il direttore della Cardiologia di Empoli Attilio Del Rosso –. Non si tratta solo di adottare una nuova tecnologia, ma di metterla al servizio di casi clinici complessi, aumentando in questo modo la sicurezza e l’appropriatezza delle cure».
La procedura è stata eseguita dai cardiologi Vincenzo Guarnaccia e Tommaso Girasole, secondo i quali «il valore di questa tecnologia – sottolineano – è nella possibilità di offrire una risposta a pazienti che, per rischio infettivo o difficoltà di accesso vascolare, possono non essere candidabili ai sistemi tradizionali. In questo caso il pacemaker leadless bicamerale ha permesso di trattare il disturbo di conduzione con una soluzione meno invasiva e particolarmente adatta al profilo clinico della paziente».
Questi dispositivi rappresentano infatti una scelta importante anche per pazienti dializzati o con accessi venosi compromessi. Il risultato ottenuto consolida il lavoro dell’elettrofisiologia empolese, che continua a sviluppare attività avanzate nella gestione delle aritmie, dall’ablazione della fibrillazione atriale e delle tachiaritmie, fino all’impianto di pacemaker e defibrillatori.
Con questo intervento, l’ospedale di Empoli rafforza un ambito ad alta specializzazione, quello inserito all’interno del dipartimento delle specialiste mediche diretto dal dottor Pasquale Palumbo, e conferma una capacità di innovazione che si traduce in opzioni di cura sempre più mirate per il territorio. Intervento simile, infatti, è stato realizzato anche nelle scorse settimana nell’elettrofisiologia dell’ospedale San Giovanni di Dio.
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