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Il caso

Rosignano, sparano al gatto del paese: un pallino si ferma nel torace

Rosignano, sparano al gatto del paese: un pallino si ferma nel torace

Gara di solidarietà per salvare l’animale e pagare le cure. E adesso cerca una famiglia che possa amarlo

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ROSIGNANO. Due pallini, uno a pochi centimetri dal cuore. Un intero paese mobilitato per salvare il gatto di quartiere. L’animale è stato ferito, così raccontano i soccorritori, da due colpi sparati da un’arma ad aria compressa, aiutato e portato dal veterinario.

Adesso è iniziata una raccolta di fondi per sostenere le cure e per far sì che la bestiola possa vivere gli ultimi anni della sua vita curato amorevolmente da una famiglia che possa accoglierlo. La storia è quella di un gatto adottato dai residenti di via della Grotte a Rosignano Marittimo e, in particolare, da Florinda che abita nella zona.

Ogni residente ha dato un nome al gatto: chi lo chiama Giulio, chi semplicemente Micio, chi come il veterinario Florindo, dal nome della sua “protettrice”, un’amante dei gatti e volontaria. Tutti però non lesinavano carezze e coccole «perché è un gatto dolcissimo», racconta Florinda. «Il gatto vive in via delle Grotte da circa 10 anni».

«Non era castrato quindi il suo comportamento è di tipo territoriale. Da tempo mi prendo cura di lui, acqua, cibo fresco e antiparassitari alla bisogna. Da alcuni giorni mi ero accorta che il gatto non mangiava più e quindi l’ho portato dal veterinario. Qui abbiamo scoperto, tramite radiografia, che nel corpo aveva due pallini, uno in una coscia e uno vicino nel torace. «Erano due pallini sottocutanei, sparati con una carabina flobert. Non una rosa di pallini, quindi», dice la veterinaria che per prima lo ha curato, Marina Salvagno della clinica Melosi di Cecina. Sono pallini con una forma appuntita e piuttosto grossi, vengono chiamati “a funghetto”. Dalla radiografia emerge chiaramente che sono stati sparati per colpire il gatto e fare del male. «Lo hanno utilizzato come un tiro a segno», aggiunge Salvagno. «I colpi infatti sono due».

Florinda e gli abitanti si chiedono come sia possibile che qualcuno possa usare un’arma ad aria compressa in un centro storico e come si possa pensare di fare del male ad un gatto indifeso e dolcissimo che, nonostante il male ricevuto, ancora si fida dell’uomo. La volontaria del Cruma ha sporto denuncia sia ai carabinieri che ai vigili urbani «e sembra che non sia neppure la prima volta che accadano cose di questo genere».

La storia ha colpito buona parte della comunità di Rosignano Marittimo. «Molte persone, che devo davvero ringraziare, si sono mosse per offrire il loro aiuto. Al momento c’è ancora una cassettina presso la tabaccheria “La 7 Luna” per una raccolta di fondi che saranno destinati interamente al gatto, sia per le cure che per tutto ciò che sarà per lui necessario. Ma quello che speriamo è che chi ha visto o sentito qualcosa possa dirlo o scrivere un biglietto e poi inserirlo nella scatolina». Eventuali informazioni utili che possano aiutare a chiarire la dinamica di quanto è accaduto. Il gatto, risultato positivo alla Fiv (immunodeficienza felina) è rimasto alcuni giorni nella clinica veterinaria Melosi per essere curato adeguatamente. «Non mangiava da giorni, aveva anche una brutta ferita sotto la guancia. Abbiamo fatto le radiografie e abbiamo visto i pallini. Abbiamo deciso di non toglierli perché sono incistati e quindi non si muovono. Gli era stato sparato da un po’ di tempo, non si può dire da quanto, ma i fori di entrata erano già risarciti»

Castrato, adesso cerca una famiglia che possa amarlo. «Ho già richieste di adozione – dice la signora Florinda – chiedo una famiglia responsabile che possa amarlo e curarlo fino alla fine dei suoi giorni. Ha già sofferto troppo ed è davvero un gatto gentile». Ciò che è accaduto ha suscitato rabbia e sconforto tra molti residenti di Rosignano Marittimo che si stanno domandando come possa essere successo che qualcuno abbia commesso un atto di barbarie nei confronti del micio di quartiere. 

A. B.-I.R.

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