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Balneari

Aste dei bagni, bufera a Rosignano dopo la pec del Comune: «Chi vuole l’indennizzo lo dica»

di Claudia Guarino

	Alcuni stabilimenti a Castiglioncello (foto d'archivio)
Alcuni stabilimenti a Castiglioncello (foto d'archivio)

I balneari: «Concessi pochissimi giorni per dare una risposta». L'assessore Nardone: «Proroga ok ma non si può andare oltre il 30 settembre»

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ROSIGNANO. Gentili concessionari, tra poco ci saranno le aste. E chi di voi ritiene di essere interessato ad accedere eventualmente ai futuri indennizzi, e di avere i requisiti per farlo, dovrà farcelo sapere entro una quindicina di giorni. È questo il succo della comunicazione che il Comune di Rosignano ha inviato, il 12 agosto scorso, ai titolari di tutti gli stabilimenti balneari del territorio. E apriti cielo. La pec ha mandato tutti nel panico. «Intanto perché è arrivata nel pieno del lavoro estivo – dice Paolo Garzelli, coordinatore di zona per Cna – e quando i commercialisti sono in ferie. Inoltre non c’è stata alcuna concertazione sulla scadenza che poi, dopo le nostre richieste, è stata fatta slittare di un paio di settimane». «Abbiamo concesso un ulteriore proroga fino al 30 settembre – sottolinea l’assessore al Demanio Donato Nardone – e questa sarà improrogabile». Ma andiamo con ordine.

Come sappiamo, contestualmente alla direttiva Bolkestein, i Comuni hanno l’onere di elaborare i bandi per la riassegnazione delle concessioni demaniali tra cui figurano, appunto, anche quelle su cui sorgono gli stabilimenti balneari. In quest’ottica lo scorso 12 agosto gli uffici del Comune hanno inviato ai titolari delle concessioni una lettera in cui si chiede agli imprenditori di comunicare se intendano o meno partecipare all’iter per quantificare un eventuale indennizzo. Questo nel caso in cui negli ultimi anni – lo prevede la normativa – abbiano effettuato investimenti non ancora ammortizzati. Data la delicatezza dell’argomento, ricevere una comunicazione del genere ha fatto trasalire i balneari, che in quel momento erano nel pieno del lavoro estivo. C’è chi ha tentato invano di mettersi in contatto col proprio commercialista in ferie e chi si è rivolto a un avvocato. Molti imprenditori, infatti, prima di rispondere hanno voluto far mente locale e consultare un esperto in materia. La cosa ha richiesto tempo, dunque è stata chiesta (e ottenuta) una proroga della scadenza, inizialmente fissata al 31 agosto, per rispondere alla mail del Comune. «Ciò che chiedevamo era fattibile anche ad agosto – sottolinea Nardone – perché abbiamo chiesto solamente di rispondere con un “sì” o un “no”. Abbiamo comunque concesso due proroghe. Non ce ne saranno altre perché altrimenti rischiamo di non fare in tempo con l’approntamento dei bandi».

«Sappiamo che certe pratiche vanno fatte e capiamo che i Comuni si debbano sbrigare – sottolinea Garzelli – ma la fase è delicata e servirebbe un maggior coinvolgimento delle parti in causa. A Livorno, per esempio, sul tema il Comune ha aperto un tavolo con le associazioni di categoria, che sono dunque state coinvolte nell’iter».

La legge, nello specifico, prevede che il concessionario uscente riceva dall’entrante un indennizzo pari, appunto, al valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati al termine della concessioni che corrisponda a quanto necessario per garantire un’equa remunerazione. Quest’ultima è determinata tramite la perizia di un professionista scelto in un ventaglio di cinque nomi indicati (economicamente a carico del concessionario) che sarà acquisita dal Comune prima della pubblicazione dei bandi. Ecco, dunque, che il Comune di Rosignano si è mosso per avviare l’iter volto alla quantificazione di questo eventuale indennizzo. «Noi riteniamo che prima di arrivare alle aste ci sia tutta un’altra serie di passaggi da verificare – sottolinea Valerio Dottori di Sib Confcommercio -, tra cui il requisito relativo alla scarsità della risorsa. Ad ogni modo ci auguriamo che in futuro il Comune ci consulti perché conosciamo perfettamente sia il territorio che la normativa».

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