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Cecina, serve la sabbia del fiume per salvare il Tombolo

di Redazione Cecina
Cecina, serve la sabbia del fiume per salvare il Tombolo

Il mare mangia tutta la spiaggia ma gli atolli funzionano. La Regione presenterà le nuove regole

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La spiaggia che arretra, le dune scavate dal mare, gli alberi della pineta rimasti con le radici scoperte. Il Tombolo Sud di Cecina continua a essere uno dei punti più delicati del litorale toscano, un luogo dove gli effetti dell’erosione costiera sono visibili a occhio nudo e dove la difesa della costa è diventata una corsa contro il tempo. Domenica scorsa, con l’onda lunga, era ancora più evidente: in alcuni tratti al massimo in spiaggia c’era spazio per un paio di ombrelloni, non di più. E proprio qui, ieri mattina, ha fatto tappa l’assessore regionale all’Ambiente David Barontini, nell’ambito del tour lungo la costa toscana dedicato agli interventi di ripascimento e manutenzione degli arenili finanziati con il contributo della Regione. Una visita tecnica che è stata anche un’occasione per fare il punto sul complesso piano di interventi previsto per il Tombolo Sud, dove il Comune di Cecina sta lavorando insieme alla Regione Toscana per contrastare l’arretramento della linea di costa. Ad accompagnare l’assessore sul litorale cecinese il vicesindaco Alessandro Bechini, che ha illustrato lo stato di avanzamento delle opere e le criticità ancora aperte. I ripascimenti, quelli al centro del “tour”, sono stati fatti anche quest’anno.
 

Gli interventi stagionali

Sono quelli cosiddetti “stagionali”, un investimento da circa 100mila euro che ha interessato due tratti simbolici del litorale cecinese: le Gorette e il Tombolo Sud. Complessivamente sono stati movimentati circa 9mila metri cubi di sedimenti marini: 6.500 metri cubi alle Gorette, distribuiti lungo un tratto di circa 1, 3 chilometri, e altri 2. 500 metri cubi al Tombolo Sud, su circa 500 metri di arenile. Ma è cosa assai ben diversa dagli interventi strutturali che venivano fatti in passato: la sabbia non viene portata da fuori con camion o chiatte, ma viene prelevata dal fondale marino antistante e redistribuita sulla spiaggia. Un intervento necessario per affrontare l’emergenza, ma che non risolve da solo un problema più profondo: quello dell’erosione progressiva della costa.

Il Tombolo: scenari

La strategia per il Tombolo Sud passa infatti da un progetto più ampio che prevede la realizzazione di otto atolli soffolti, strutture progettate per ridurre l’energia delle onde e favorire il deposito naturale dei sedimenti. Il quarto atollo è stato completato nel dicembre scorso, mentre un quinto è stato avviato e sarà completato al termine della stagione balneare. Durante il sopralluogo l’assessore ha potuto osservare da vicino il comportamento dei primi tre atolli già realizzati: in corrispondenza delle strutture si stanno formando vere e proprie “lingue” di sabbia, piccoli accumuli dove i sedimenti riescono a fermarsi e a ricostruire gradualmente la spiaggia. Il progetto complessivo prevede otto atolli, anche se per gli ultimi le risorse ancora non ci sono. Accanto alle opere marine è previsto anche un importante intervento di ripascimento: circa 100mila metri cubi complessivi di materiale. Una parte è già stata realizzata, con circa 6mila metri cubi utilizzati, altri 6mila metri cubi sono previsti con sabbie da cava e ulteriori 5mila metri cubi con sabbie provenienti dal fiume Cecina, per le quali sono già state ottenute le autorizzazioni.

Sabbie del Cecina

«Uno dei temi su cui stiamo insistendo maggiormente è quello dell’utilizzo delle sabbie provenienti dal fiume Cecina. Sarebbe un’opportunità concreta per affrontare l’erosione costiera con strumenti in più e programmare interventi più efficaci. Attendiamo dalla Regione l’aggiornamento della tabella che ne consentirebbe l’utilizzo e confidiamo che possa arrivare entro l’autunno. Sarebbe un passo decisivo per la tutela del nostro litorale», spiega il vicesindaco Alessandro Bechini, che proprio durante il sopralluogo ha chiesto all’assessore regionale aggiornamenti sul tema. La difesa del Tombolo Sud non passa però soltanto dalle opere in mare. Nell’ambito del progetto europeo Interreg Ammirare, dedicato alla resilienza delle coste, il Comune di Cecina ha finanziato la progettazione di un intervento di ricostruzione dunale nel tratto compreso tra il primo e il secondo atollo. Un’opera di ingegneria naturalistica che avrebbe il compito di ricostruire la struttura della duna, oggi fortemente compromessa, creando una protezione più efficace per la pineta. Per realizzarla servono circa 450mila euro e il reperimento delle risorse rappresenta uno dei prossimi obiettivi dell’amministrazione.

Le dune

Nel frattempo si valuta anche una soluzione tampone: utilizzare la posidonia spiaggiata per creare dune artificiali a protezione del fronte dunale. Una possibilità legata anche alla grande quantità di posidonia presente al Tombolo Nord, dove potrebbe essere recuperata e trasferita al Tombolo Sud. Un’operazione però complessa perché, secondo la normativa vigente, la posidonia non può essere trasportata su strada senza essere considerata rifiuto. Per questo l’ipotesi allo studio è quella di un trasferimento via mare tramite draga. Non è stata una mattinata di annunci immediati, ma un’occasione per riaccendere i riflettori su una delle sfide ambientali più importanti per Cecina. La difesa della costa da tempo non è più soltanto una questione di salvaguardia della spiaggia: riguarda la protezione della pineta, dell’ecosistema dunale e di un patrimonio naturale che negli ultimi anni ha mostrato tutta la propria fragilità. Al Tombolo Sud il mare continua ad avanzare. La sfida è riuscire a frenare questo avanzamento, prima che sia troppo tardi.
 

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