Da Cecina a Rosignano mancano 15 medici di famiglia: le zone più carenti
In difficoltà soprattutto le zone delle colline. A Castelnuovo un cartello annuncia, provocatoriamente , la chiusura dell’ambulatorio
CECINA. Le Asl toscane hanno pubblicato l’elenco delle zone carenti e nell’area compresa tra Cecina e Rosignano, chiamate Aft Val di Fine (Rosignano, Castellina e Santa Luce) e Aft Val di Cecina Castagneto (Cecina, Castagneto, Bibbona, Riparbella, Rosignano, Santa Luce) mancano 15 medici di medicina generale, rispettivamente 8 e 7.
Nell’Aft, Aggregazione funzionale territoriale, Val di Fine tra i medici mancano ci sono anche quelli con ambulatorio secondario a Nibbiaia e a Castellina Marittima mentre nella zona cecinesequelli con un ambulatorio secondario a Casale e due a Donoratico. Un numero non basso e aumentato rispetto all’anno passato: il rischio di trovare medici è reale, soprattutto nelle colline dove anche chi esercita non vive esperienze positive. È sufficiente pensare che a Castelnuovo alla porta dell’ambulatorio è stato appeso un cartello in cui si avvisano i pazienti che la struttura è chiusa. In realtà non è così, si tratta di una provocazione, dal momento che l’ edificio, da anni, non è adeguato: le scale sono poco percorribili, i bagni hanno seri problemi e sono stati per giorni otturati.
Sembra che una soluzione sia vicina ma per il momento è la testimonianza che offrire un servizio medico nei paesi è tutt’altro che scontato seppur, di fatto, anche a Castelnuovo i medici continuino a presentarsi in ambulatorio nonostante la struttura inadeguata.
«Dal mio punto di vista – commenta il referente dei medici di medicina generale di Rosignano Lorenzo Chiappi – sarà difficile che tutte le zone, otto, vengano riempite. Il fabbisogno è quello segnalato e i posti saranno banditi. Speriamo che ci siano risposte e comunque, in alternativa, dovremo riuscire a far fronte in questa fase con le case di comunità».
Più ottimista il collega Dario Montanaro, referente per Cecina. «Il fabbisogno – spiega – sul nostro territorio è stato più alto rispetto al passato perché non è calcolato solo sulla popolazione residente ma anche sul totale di ore necessarie per coprire il servizio nelle case di comunità. Vediamo come saranno coperti i posti perché ci sono state e ci saranno uscite: ho la speranza che i medici che sono in formazione possano scegliere quest’area che storicamente è considerata appetibile a differenza delle colline».
Adesso, dopo la delibera firmata dalla direttrice generale Maria Letizia Casani , l’iter prevede una serie di procedure: saranno offerte ai medici già in servizio possibilità di completamento dell’orario, verranno valutate eventuali richieste di mobilità e saranno espletati gli avvisi interni nelle aree a carenza prolungata. Soltanto al termine di questi passaggi l’Azienda sanitaria approverà l’elenco definitivo delle sedi rimaste effettivamente vacanti, che sarà trasmesso alla Regione Toscana per la pubblicazione.
Intanto la Casa di comunità di Cecina ha già cominciato a prestare i servizi previsti. «È stata inaugurata il 26 giugno in via Savonarola e alcune delle ore sono state coperte dai medici già convenzionati e da quelli che rientrando nel nuovo contratto con l’ obbligo di prestare ore anche alla Casa di comunità. Di fatto non abbiamo avuto difficoltà mentre non sono sempre coperti i turni per la guardia medica turistica. Sopperiamo al servizio con la casa di comunità».
Per il momento in via Savonarola è stato aperto il piano inferiore dove si trova la casa di comunità e il cup oltre al primo piano dove si trovano gli infermieri. Ai piani superiori sono previsti gli ambulatori per i pediatri di libera professione e anche ambulatori per i medici di famiglia.
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