Il Tirreno

Il lutto

Addio a Sergio Manzi, ex assessore di Rosignano e dipendente della Compagnia Portuale a Livorno

di Ilenia Reali

	Sergio Manzi, aveva 72 anni
Sergio Manzi, aveva 72 anni

Assessore alla cultura con i sindaci Giuseppe Danesin e Gianfranco Simoncini: padre di Jacopo e David, lascia la moglie Edina Regoli, ex direttrice del Museo archeologico di Rosignano Marittimo

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. «Un uomo mite, colto, un lettore attento e capace di interpretare la comunità e i suoi fenomeni sociali, ma anche il mondo, con cui ha interagito osservando e dando il proprio contributo da più punti di vista». Sergio Manzi, 72 anni, è morto all’ospedale di Cisanello e oggi Rosignano piange un uomo che è stato attivo nella vita della comunità mentre, a Livorno, il lutto ha raggiunto i portuali di cui è stato punto di riferimento sia come sindacalista sia come dipendente della Compagnia dei lavoratori portuali.

Chi era

Assessore alla cultura con i sindaci Giuseppe Danesin e Gianfranco Simoncini negli anni Novanta, padre di Jacopo e David, lascia la moglie Edina Regoli, fino a poco tempo fa direttrice del Museo archeologico di Rosignano Marittimo.

Per anni è stato anche colonna portante del Gruppo Arcieri di Rosignano Marittimo: il tiro con l’arco era una delle sue grandi passioni.

Oggi Manzi potrà essere salutato per l’ultima volta nelle stanze del commiato al cimitero dei Lupi di Livorno dalle 8 alle 15, 30.

I ricordi

«Ha sempre seguito la cultura – lo ricorda Simoncini – e con me è stato assessore dal 1990 al 1995, prima lo era stato con Danesin. Ha collaborato alle mostre sui Macchiaioli e sui pittori della Scuola di Castiglioncello riuscendo a valorizzare il territorio a livello nazionale. Appassionato ma sempre calmo si è impegnato anche per la riqualificazione del museo dell’archeologia. Avevamo fondato con Solvay, Estro Ente Sviluppo Rosignano, un embrione di quello che negli anni successivi sarebbe diventata Armunia».

Alessandro Franchi lo conosceva molto bene seppur il loro percorso politico non si sia mai incrociato. «Una persona profonda, di cultura, mite ma forte nei principi», lo ricorda l’ex sindaco di Rosignano ora consigliere regionale.

È Vladimiro Mannocci, già segretario della Filt Cgil, amico da sempre, a tracciare un percorso della vita sindacale e dei portuali di Manzi. «Ci conosciamo da quanto avevamo 12 anni», racconta. «Sergio si è laureato in farmacia con il massimo dei voti ma ha sempre lavorato nella Compagnia portuale. È stato responsabile della Filt Cgil e ha studiato i contratti del settore sia a livello nazionale sia internazionale. Capace di grande studio è stato tra coloro che hanno elaborato il contratto unico del settore facendo sintesi di tutti gli studi e le esperienze portandone avanti anche la sua pubblicizzazione con collaborazioni con l’Autorità portuale di Trieste. Ha accumulato una competenza tale da diventare poi quadro della Compagnia dando il suo contributo nella gestione della fase di passaggio da pubblico a privato». Tra i suoi pregi maggiormente riconosciuti c’era «la capacità di ascoltare» e di analizzare le varie situazioni «per trovare sempre le soluzioni» perché «la sua mitezza, il suo fare bonario non erano debolezza ma nascondevano una enorme capacità decisionale». A suo modo brillante, sicuramente aveva un’intelligenza vivace. Teneva molto e lo ripeteva spesso a una posizione di «terzietà» e non «di parte».  

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

In Primo Piano
La tragedia

Ospedale Versilia, accoltella a morte l’ex moglie e poi si toglie la vita

di Redazione Viareggio

Video

Versilia, omicidio-suicidio in ospedale: cosa sappiamo nel racconto del nostro giornalista

80 Vespa