I nostri soldi
Rosignano, «Mancati controlli dentistici»: due odontoiatri condannati a risarcire una ragazza
Il trattamento su una paziente minorenne è stato ritenuto corretto, ma doveva essere seguito da ulteriori verifiche. Ribaltata la sentenza del giudice di pace: pagherà l'assicurazione
ROSIGNANO. Un presunto caso di malasanità su una paziente minorenne, dopo l’iter giudiziario, si conclude con una parziale vittoria per la famiglia: il tribunale civile di Livorno ha infatti riformato la decisione del giudice di pace, riconoscendo un inadempimento, seppur limitato, dei medici coinvolti. La sentenza, pronunciata dalla giudice Simona Capurso, accoglie l’appello dei genitori della giovane, oggi maggiorenne, che avevano contestato le cure odontoiatriche ricevute anni prima.
Le cure contestate
La vicenda nasce da un trattamento ortodontico effettuato nei confronti della ragazzina. I genitori, assistiti dall’avvocato livornese Massimo Manfredini, avevano citato a giudizio il dentista e una collega, chiedendo la restituzione di oltre 3.000 euro pagati per le prestazioni ritenute inappropriate e il risarcimento per il danno biologico subìto dalla figlia. In primo grado, tuttavia, il giudice di pace aveva respinto integralmente la domanda, ritenendo non necessaria una consulenza tecnica d’ufficio e condannando la famiglia a risarcire le spese.
«Errore» in primo grado
Secondo il tribunale, quella decisione è stata viziata da un errore cruciale: la mancata ammissione della consulenza medico-legale. Il giudice civile, in questo caso d’appello, ha chiarito che in casi di responsabilità sanitaria gli accertamenti tecnici sono fondamentali e non possono essere liquidati come «esplorativi» senza un’adeguata motivazione. Da qui la scelta di disporre una perizia specialistica nel giudizio di secondo grado.
La perizia
Gli esperti nominati dal tribunale hanno fornito un quadro articolato. Le terapie eseguite sono state ritenute appropriate, ma è emersa una criticità significativa: la mancata previsione di controlli successivi. Secondo i consulenti, il trattamento avrebbe dovuto essere monitorato nel tempo, soprattutto considerando l’età della paziente, minorenne appunto. L’assenza di indicazioni sui controlli periodici ha rappresentato un’incompletezza nella prestazione sanitaria erogata. Il risarcimento Alla luce di queste conclusioni, la giudice Capurso ha riconosciuto un inadempimento parziale dei medici di Rosignano. Le conseguenze economiche ci sono, seppur contenute: 859,03 euro alla paziente per danno biologico temporaneo (12 mesi al 5%) e 1.650 euro ai genitori come rimborso parziale delle spese mediche. Respinte invece le ulteriori richieste, tra cui il rimborso integrale del compenso e altre spese non adeguatamente documentate.
Paga l’assicurazione
La sentenza stabilisce anche che la compagnia assicurativa dei professionisti dovrà tenere indenni gli stessi medici per le somme dovute, accogliendo così la domanda di manleva. I dottori sono stati inoltre condannati al pagamento delle spese legali di entrambi i gradi di giudizio e al sostenimento dei costi della consulenza tecnica.
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