Il Tirreno

Il progetto

Hotel La Pace, l'alt della Soprintendenza: «Non si può costruire sulla riva del mare»

di Ilenia Reali

	La ex pensione La Pace (foto Falorni/ Stick)
La ex pensione La Pace (foto Falorni/ Stick)

Rosignano, si cerca un’intesa sul futuro dell’ex pensione, ormai è abbandonata e distrutta. Il soprintendente Valerio Tesi: «L’immobile dovrà arretrare il più possibile»

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ROSIGNANO. «Sull’ex hotel La Pace stiamo facendo una valutazione preliminare con i tecnici. Abbiamo ricevuto una bozza e dovremo trovare una soluzione ma non si costruisce più sulla riva del mare». A parlare è il soprintendente alle belle arti per Pisa e Livorno Valerio Tesi e interviene, su richiesta del Tirreno sull’ex La Pace, uno dei buchi neri del lungomare di Rosignano. Un’ex pensione ormai abbandonata e praticamente distrutta in uno degli angoli più belli del territorio. Un edificio su cui si cerca ormai da anni un accordo per arrivare a una riqualificazione dell’area, un punto di incontro tra la proprietà, l’amministrazione comunale e appunto la Soprintendenza.

Qualche passo avanti è stato fatto, ci sono stati più sopralluoghi e in un caso erano presenti anche il sindaco Claudio Marabotti, il suo vice Mario Settino, il soprintendente e la funzionaria della Soprintendenza che si occupa della vicenda Linda Puccini. Tutti sono concordi sul fatto che un’intesa debba essere trovata per dare una soluzione a una situazione irrisolta da troppo tempo. Tesi, un passato anche alla Soprintendenza di Firenze, ha curato come responsabile del procedimento, progettista e direttore dei lavori interventi di restauro di vari monumenti, tra cui Palazzo Pitti, la Certosa del Galluzzo, Villa Salviati, l’Ospedale degli Innocenti, la Grotta degli Animali nel Giardino della Villa Medicea di Castello; a Pistoia, la Basilica dell’Umiltà, il Battistero di San Giovanni in Corte, la Fortezza di Santa Barbara, il fregio ceramico dello Spedale del Ceppo, la Chiesa di San Leone. In occasione di “Pistoia capitale italiana della cultura 2017”, ha curato l’allestimento della mostra dedicata alla Visitazione di Luca della Robbia nella chiesa di San Leone e l’allestimento del Museo del Ceppo, facendo parte del comitato scientifico del Museo e avendo occasione di accompagnarvi in visita il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

In pratica ha contribuito a preservare alcune delle opere più belle della Toscana e oggi, per Rosignano, intende farlo anche per il lungomare.

«In passato si è costruito sulla riva – spiega – ma oggi non può e non deve accadere più. È necessaria una riconfigurazione di quell’area e l’immobile dovrà arretrare il più possibile consentendo una visione del mare da più punti. Abbiamo dato indicazioni e auspichiamo si possano realizzare salvando capre e cavoli, ossia collegare l’interesse della collettività a preservare quella parte di lungomare e il legittimo interesse del proprietario con la consapevolezza che bisogna tornare indietro, in tutti i sensi, ossia nella percezione di ciò che è possibile fare e rispetto alla riva. Nessuno è perfetto, quel che è stato fatto in passato ormai c’è ma è necessario darsi delle regole e con quelle trovare una soluzione».

Il soprintendente conferma che si stanno esplorando delle possibilità e c’è un’interlocuzione serena con l’amministrazione comunale ma ancora non si è arrivati al “punto” giusto.

Intanto prossimamente la proprietà dovrà formalizzare l’ultima bozza di progetto (già a disposizione del soprintendente e della funzionaria Puccini) e da qui ci sarà ufficialmente da capire quali aggiustamenti sono necessari entrando nei dettagli.

La bozza presentata, negli ultimi tempi ne sono state presentate quattro, prevede 5.000 metri cubi ma non si esclude che la Soprintendenza possa chiederne 3.000.

L’ultimo rendering realizzato dallo studio di progettazione Caturelli è un blocco che, con un sistema «a gradoni» scende verso il mare andando a terminare con un’altezza non superiore a due piani e uno spazio verde.

Si tratta di una struttura turistico ricettiva e in base a una prima ipotesi della proprietà una parte sarà destinata ad albergo e una parte ad appartamenti per uso turistico ma la scelta definitiva dipenderà dagli effettivi metri edificabili che saranno consentiti.

La nuova struttura sarà realizzata una volta abbattuto il rudere esistente già in parte buttato giù per motivi di sicurezza.

La struttura è chiusa da circa dieci anni e l’obiettivo dell’amministrazione comunale sarebbe quello di provare ad allungare la passeggiata in modo da arrivare fino al porto Cala de Medici.
 

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