Cecina, il consiglio comunale si divide su casello e pedaggio a San Pietro in Palazzi – Cosa è successo
Polemica sulla mozione per eliminare la barriera. Passa la proposta di creare un tavolo per evitare che nel 2028 sia prorogata la convenzione con Sat
CECINA. Il casello autostradale di San Pietro in Palazzi va tolto. Un balzello inutile, il simbolo di un’opera incompiuta. Un concetto questo su cui in consiglio comunale erano tutti d’accordo. Ma la politica, si sa, non è solo concretezza e, a volte, trovare un punto di intesa non è così scontato. E sulla mozione, presentata dal consigliere Pd Enzo Cerrone non è stato sufficiente fare più ritocchi e due interruzioni della discussione consiliare per arrivare ad avere un’ampia maggioranza.
Il voto favorevole per creare un tavolo, formato da sindaci, rappresentanti politici e istituzionali in genere di ogni partito, è stata votata dalla maggioranza e dal consigliere Valori. Astensione per gli altri, voto contrario per Pazzaglia di Destra per Cecina. L’obiettivo era creare un luogo di discussione «per abolizione casello alla scadenza della convenzione, reintrodurre il contratto di programma dei lavori, mettere in sicurezza il tracciato della Statale 1».
Un documento che sarà inviato alla prefettura, al Ministero dei trasporti, al concessionario ma non avrà la firma di tutti i gruppi consiliari. Alla fine della seduta era stato chiesto anche un rinvio (consigliera Merli, FdI) per provare a trovare un’intesa maggiore ma la maggioranza (dopo una sospensione) ha deciso di chiudere lì una discussione che non avrebbe comunque portato all’unanimità. Pazzaglia si era già tirato fuori spiegando come apprezzasse «lo sforzo dei partiti di maggioranza di arrivare a una posizione condivisa ma quella non poteva essere altro che una mozione politica diretta ad attribuire la responsabilità dell’aumento del pedaggio e dei mancati lavori sulla Tirrenica al governo seppur siano anni è anni in cui i precedenti governi non avevano fatto niente».
«Non è necessario che si sia tutti d’accordo ed è legittimo fare politica. Non sono favorevole al casello ma neppure prestarmi a questa situazione», ha chiuso la partita. Merli ha invece ripercorso la storia della Tirrenica e della concessione che scade nel 2028 e che di fatto «ingessa» la situazione attuale: impossibile fino a quel momento togliere il pedaggio.
«Anche se – è intervenuto il consigliere Pdi Dominici – il pedaggio è indigesto proprio perché era stato messo per finanziare un’opera mai realizzata».
E sulla posizione di Pazzaglia, la replica: «abbiamo tolto dalla mozione qualsiasi riferimento al governo , istituito il tavolo per una posizione unitaria».
Anche Bandini (Giangrande sindaco) non aveva dubbi sulla proposta di rinviare la discussione «per trovare una quadra tra noi , fare uno sforzo intellettualmente onesto per trovare un voto il più ampio possibile per far sentire l’unità di un territorio».
Richiesta rimandata al mittente nonostante la proposta del consigliere Valori di provare a mediare tra le diverse sensibilità perché, diciamolo, «le responsabilità sono di tutti e sarebbe necessario fare massa critica per cercare di togliere un balzello iniquo nell’unico tratto in Italia in cui si paga l’autostrada che non c’è».
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