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Livorno, un ponte mobile da 35 milioni allo Scolmatore: «Ecco perché è un'opera strategica»

di Claudia Guarino

	A sx in rosso l’attuale percorso degli yacht dal canale dei Navicelli al mare; in blu quello futuro. A dx il dettaglio del percorso attuale, sotto il nuovo ponte
A sx in rosso l’attuale percorso degli yacht dal canale dei Navicelli al mare; in blu quello futuro. A dx il dettaglio del percorso attuale, sotto il nuovo ponte

La struttura sarà costruita in zona foce. Dal canale dei Navicelli yacht direttamente al mare. Salvetti: «Così si risolve il problema dei detriti in Darsena Toscana». Gariglio: «L’opera non è in area portuale ma è essenziale per far funzionare lo scalo»

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LIVORNO. Un ponte mobile a cavallo dello scolmatore al posto dell’attuale infrastruttura fissa, che andrà giù. Il tutto per far arrivare al mare le imbarcazioni provenienti dal canale dei Navicelli eliminando così l’onere di aprire ponti e porte vinciane verso la Darsena Toscana, operazioni che congestionano la zona e comportano la sedimentazione di detriti in porto con conseguente necessità di dragare il fondale. Il progetto ha un valore di 35 milioni ed è stato presentato ieri a palazzo Strozzi nel corso di una conferenza a cui hanno partecipato il presidente della Regione Eugenio Giani, l’assessore regionale alle infrastrutture Filippo Boni, l’ingegnere Fabrizio Morelli, il sindaco di Livorno Luca Salvetti, la presidente della Provincia di Livorno Sandra Scarpellini, il presidente dell’Autorità Portuale Davide Gariglio e Antonio Mazzeo, consigliere regionale. «Quest’opera – ha detto Eugenio Giani – è in un punto cruciale sia in prospettiva della Darsena Europa sia per l’esigenza di connettere il porto alla realtà cantieristica (pisana, ndr). E come Regione ci siamo presi in carico lo sviluppo del lavoro per la nuova struttura, che chiameremo il ponte di Cosimo». Ma andiamo con ordine.

L’oggi

Siamo nel punto in cui il canale dei Navicelli si immette nello scolmatore col ponte della strada provinciale 24 che collega la sponda livornese a quella pisana. Attualmente le barche provenienti dai cantieri navali, in uscita dal naviglio pisano, entrano in porto attraversando lo scolmatore e immettendosi in Darsena Toscana. Per fare questo devono oltrepassare quattro ponti (quello più piccolo della Sp 204, il ponte ferroviario, quello di via Mogadiscio e quello della Fi – Pi – Li) ed è richiesta anche l’apertura delle porte vinciane, cosa che comporta uno spostamento di detriti e il conseguente innalzamento del fondale portuale. Tutto ciò inoltre, ha spiegato l’ingegnere Fabrizio Morelli, dirigente del settore infrastrutture per la logistica della Regione Toscana «comporta criticità anche per il traffico viario, che viene interrotto per la necessità di aprire il ponte». Alla luce di quanto detto l’idea è dunque quella far passare gli yacht direttamente dallo scolmatore abbattendo l’attuale ponte e costruendone uno mobile che, se necessario, si apre permettendo il passaggio delle imbarcazioni. Al momento «è stato approvato il documento di fattibilità delle alternative progettuali – ha spiegato Morelli – che è propedeutico al documento di indirizzo alla progettazione e alla gara per il progetto di fattibilità tecnico economica». Insomma, in sostanza siamo all’inizio del procedimento.

Il futuro

Tra le varie alternative prese in considerazione, quella considerata maggiormente fattibile prevede appunto, si legge nella presentazione al progetto, la costruzione di un nuovo ponte sullo scolmatore «che presenta uno sviluppo complessivo di circa 145 metri su tre campate e prevede, oltre ai rilevati di accesso, la realizzazione di una campata centrale mobile, a doppia volata, con ampiezza della fascia navigabile pari a circa 35 metri, idonea a garantire continuità rispetto alla larghezza del canale dei Navicelli, pari a 32 metri. In corrispondenza della campata mobile, l’impalcato presenta, un’altezza libera netta (o tirante d’aria) pari a 5.00 mslm in prossimità delle pile, con massimo alla congiunzione delle due volate pari a sette metri, oltre ad una larghezza libera netta pari a circa 40 metri. Al fine di mantenere la continuità del collegamento stradale durante la costruzione del nuovo ponte mobile, è previsto che l’attuale ponte rimanga in esercizio fino alla costruzione della nuova infrastruttura, dopodiché sarà demolito». In questo modo dal canale dei Navicelli gli yacht potranno entrare in mare passando direttamente dallo scolmatore. «L’idea – ha spiegato Morelli – è quella di fare un ponte a doppia corsia con tratto pedonale e pista ciclabile verso monte rispetto alla sezione stradale».

«Opera strategica»

«Si tratta – ha commentato il sindaco Salvetti – di un progetto che va a risolvere questioni annose legate da una parte alla necessità degli yacht (quelli dei cantieri Navicelli, ndr) di avere uno sbocco a mare e dall’altra al bisogno di eliminare, anche in vista della Darsena Europa, l’interferenza con le attività economiche dei ponti che si aprono. Ma il tema vero è che quando apri le porte vinciane automaticamente i detriti e ciò che arriva dallo scolmatore va a ingolfare la Darsena Toscana. I detriti aumentano e creano problemi all’ingresso delle navi. La soluzione del ponte risolve anche questo problema. È dunque un intervento con una valenza incredibile». Il progetto, come detto, ha un valore di 35 milioni e «dobbiamo impegnarci – ha detto Boni – a trovare finanziamenti per arrivare al termine dei lavori di progettazione e alla gara quanto prima». Davide Gariglio, da parte sua, ha sottolineato che «sebbene il ponte mobile non sia in area portuale rimane un’opera essenziale per la sua funzionalità. Perciò nel bilancio 2026 abbiamo stanziato un milione e 200mila euro come contributo a una progettazione fondamentale perché serve allo sviluppo del turismo nautico nel Pisano e perché libera il porto di Livorno da una servitù di passaggio intollerabile con la Darsena Europa».

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