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Versilia e Viareggio, finiscono in tribunale i rinnovi delle concessioni delle spiagge

di Matteo Tuccini

	Una veduta del litorale viareggino
Una veduta del litorale viareggino

Il Tar della Toscana si pronuncerà su sei casi di “atti formali”: di cosa si tratta. La vicenda è partita da Marina di Carrara su cui l’Antitrust ha fatto ricorso ai giudici amministrativi

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VIAREGGIO. I rinnovi delle concessioni delle spiagge, chiesti dai balneari dietro garanzia di investimenti sugli stabilimenti, finiscono davanti al Tribunale amministrativo regionale toscano. Il 16 dicembre, infatti, il Tar di Firenze si pronuncerà su sei casi di cosiddetti “atti formali”. Si tratta di una procedura che in questi anni è stata portata avanti da una minoranza di balneari, che hanno messo sul piatto somme anche importanti per avere una nuova concessione che andasse a scadenza più tardi. In molti casi è stato ottenuto un titolo valido per altri vent’anni, di fatto aggirando l’ostacolo delle prossime “aste” delle spiagge.

Da dove parte

Che, come ricordato in questi giorni anche dal Consiglio di Stato, dovranno essere portate a termine entro il 30 settembre 2027. L’atto formale, finora, era rimasto un po’ sullo sfondo, senza finire all’attenzione di un tribunale. Gli addetti ai lavori, in particolare quelli che lo hanno portato avanti, hanno sempre ritenuto incontestabile questa pratica, che in Versilia riguarda uno stabilimento su quattro. Ma l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deciso di mettere nel mirino anche questa procedura, impugnando al Tar i provvedimenti del Comune di Carrara. Il punto, secondo l’Antitrust, è che le concessioni delle spiagge non possono essere più rinnovate come era stato fatto finora, tantomeno con istanza di parte come avviene nel caso dell’atto formale. La concessione, se in scadenza, deve essere messa a gara con evidenza pubblica, perché chiunque lo desideri possa partecipare alla selezione.

Garantendo così la concorrenza e la trasparenza. La notizia della fissazione dell’udienza al Tar interessa sicuramente anche Viareggio e la Versilia, in primis gli stabilimenti che hanno aderito a questa strada alternativa. La maggioranza è a Lido di Camaiore, una quarantina a Viareggio; pochi, invece, i bagni che hanno scelto questa opportunità a Marina di Pietrasanta e a Forte dei Marmi. Di recente l’associazione Mare libero ha inviato due esposti sul tema, coinvolgendo l’Antitrust, per otto casi di stabilimenti balneari di Viareggio che hanno appunto chiesto il rinnovo della concessione con un piano di investimenti.

La legale

«È difficile dire quale sarà l’orientamento del Tar – dice Stefania Frandi, responsabile giuridico del sindacato Sib Confcommercio che assiste i balneari di Marina di Carrara – Non resta che aspettare il pronunciamento dei giudici amministrativi toscani. E capire se riguarderà solo gli ultimi procedimenti, quelli in corso, oppure sarà “estendibile” a tutti gli atti formali. Compresi quelli degli anni passati, prima della normativa approvata sotto i governi Draghi e Meloni».

Secondo alcuni legali, i rinnovi delle concessioni precedenti alle leggi Draghi e Meloni potrebbero essere considerati non impugnabili. E superare così lo scoglio della prossima scadenza del settembre 2027, che invece vale per tutti gli altri. Il grande caos post-Bolkestein, insomma, prosegue con l’ennesimo capitolo giudiziario.

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