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Il caso

Viareggio, alla presidenza del Carnevale l’ex manager di Fs: «Nessun rispetto verso la città»

di Gabriele Buffoni

	Riccardo Maria Monti
Riccardo Maria Monti

Daniela Rombi: «Ci sembra una mancanza di tatto e di rispetto, come quando fu fatto il Festival del Gelato proprio il 29 giugno»

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VIAREGGIO. Una «mancanza di tatto e di rispetto». La liquida così, con parole pronunciate a denti stretti, Daniela Rombi. Ma la nomina a presidente della Fondazione Carnevale di Viareggio di Riccardo Maria Monti, il super-manager campano che in passato (dal 2016 al 2018) è stato anche presidente di Italferr spa (società interamente controllata di Ferrovie dello Stato) e della società Grandi Stazioni spa (sempre del gruppo Ferrovie), nella città segnata dai corsi mascherati ma anche dalle 32 drammatiche morti della strage ferroviaria del 29 giugno 2009 non è stata digerita con leggerezza.

Quantomeno non dai familiari delle vittime, di cui Rombi – presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei” e madre di Emanuela Menichetti, scomparsa a 21 anni proprio a causa dell’esplosione che devastò la stazione ferroviaria di Viareggio e l’area abitata circostante – da anni è la portavoce. «Siamo molto dispiaciuti di questa scelta – commenta amareggiata Rombi – potevano esserci tante altre persone adatte all’incarico ma, come spesso accade, si sceglie il grande manager a dispetto dei cittadini. E a dispetto – aggiunge – di quello che è accaduto 17 anni fa, perché Viareggio è il Carnevale certo ma, volenti o nolenti, è anche quella strage che ha portato via 32 persone, distrutto un quartiere e cambiato completamente la vita di centinaia di persone. Noi non dimentichiamo – conclude Rombi – ci sembra una mancanza di tatto e di rispetto, come quando fu fatto (era il 2014, ndr) il Festival del Gelato proprio il 29 giugno, oppure quando (era il 2017, ndr) comparve sul palco del Carnevale la pubblicità di Trenitalia». Sconcertato si dice anche Tiziano Nicoletti, uno degli avvocati che ha assistito le famiglie delle vittime. «Sia Monti che Moretti hanno ricoperto, in anni diversi, gli stessi incarichi in Italferr e in Grandi Stazioni: la loro provenienza è la stessa – dichiara Nicoletti – sia chiaro, non entro nel merito della bravura e dell’internazionalità del manager o della persona in sé, che non conosco e che sicuramente è uomo molto capace, visto il curriculum. Il problema è chi quella nomina l’ha fatta: forse prima di indicare a Viareggio una persona che ha avuto un passato nel gruppo Ferrovie dello Stato – spiega l’avvocato – sarebbe stato meglio munirsi di una sensibilità e una delicatezza maggiori, che evidentemente non tutti possiedono».

Una nomina vissuta come «un’offesa alla città» per Riccardo Antonini, il ferroviere che per essersi schierato dalla parte dei familiari dopo la strage del 2009 fu stato licenziato. «È una “carnevalata” – commenta – questo manager sarà anche bravissimo, ma non ha alcun legame con la città di Viareggio. E nel nominarlo non si è tenuto conto nemmeno della mancanza di rispetto nei confronti dei familiari delle vittime della strage, proponendo una persona che ha ricoperto un ruolo di vertice in una delle società che faceva parte di quello stesso gruppo di Ferrovie dello Stato. Nulla contro questa persona, ma solleva sicuramente un problema di opportunità». A restare, almeno per ora, in un cauto silenzio è invece la politica viareggina. «Non credo sia una nomina inopportuna, l’incarico in Italferr è stato solo uno dei tanti che ha ricoperto – commenta Paolo Annale, ex candidato sindaco del Pci – piuttosto mi chiedo quali siano i suoi legami con Viareggio».

Una domanda che rimbalza anche dall’ex candidata del centrosinistra Federica Maineri. Nessuna dichiarazione nel merito della nomina dell’ex presidente di Italferr alla guida del Carnevale neppure dalla deputata di FI Deborah Bergamini, da sempre in prima linea a fianco dei familiari delle vittime della strage («Non conosco la persona, voglio prima informarmi» ha dichiarato semplicemente al Tirreno), né dall’ex senatore Massimo Mallegni, il cui nome era circolato tra i papabili per la presidenza della Fondazione nei giorni scorsi. «Sono solo felice – dichiara – che a Viareggio abbiano trovato un presidente di grande esperienza per il Carnevale, che non è solo folklore ma economia per tutto il territorio».

Entusiasti invece i toni per quanto riguarda l’ex presidente (ed ex candidata a sindaca) Marialina Marcucci. «Ma quale nomina inopportuna – dichiara Marcucci, che ben conosce Monti (entrambi sono infatti nel Cda della Robert Kennedy Foundation ndr) – con la strage di Viareggio non c’entra niente. Riccardo Maria Monti è un profilo di altissimo rilievo, un manager di grande esperienza che ha svolto consulenze per importanti imprese e che ha accettato di assumersi, come sempre a costo zero, la responsabilità della principale manifestazione della città. È stato anche presidente dell’Ice (l’Istituto commercio estero, ndr) e sono certa che porterà relazioni, rapporti e internazionalità al Carnevale. Personalmente lo ritengo una risorsa incredibile per la Fondazione, posso solo augurargli buon lavoro e fargli i complimenti per l’incarico».

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