Il Tirreno

Versilia

Bolkestein

Viareggio, spiagge all’asta: via al calcolo degli indennizzi per chi perderà la concessione – Come funziona

di Matteo Tuccini

	Gli stabilimenti balneari di Viareggio
Gli stabilimenti balneari di Viareggio

Gli stabilimenti che non presenteranno la documentazione adeguata entro 45 giorni non riceveranno nessun contributo

4 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Il Comune di Viareggio ha dato 45 giorni di tempo ai balneari per far partire il calcolo degli indennizzi legati alle "aste" delle spiagge. Nella lettera, inviata dall’Ufficio Demanio, si avvisa il titolare dello stabilimento che senza questa documentazione l’indennizzo previsto sarà pari a zero.

A chi spetta

L’indennizzo è quella forma di risarcimento economico che spetterà ai titolari degli stabilimenti che perderanno le prossime gare pubbliche delle spiagge. Chi, volente o nolente, dovrà lasciare la concessione con i beni annessi, non potrà portarsi via tutto per utilizzarlo in un’altra attività imprenditoriale: da qui il necessario calcolo di un indennizzo, che sarà a cura di periti indipendenti nominati dall’amministrazione comunale. Sulla base, appunto, della documentazione prodotta dal concessionario uscente. Che riguarderà prevalentemente ciò che non può essere spostato o riutilizzato ad altro scopo. L’esborso sarà a carico di chi subentra.

Le controversie

Sull’entità dell’indennizzo ci sono varie controversie: il Comune di Viareggio ha previsto, al momento, un riconoscimento per «gli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati al termine della concessione» e «quanto necessario per garantire al concessionario uscente un’equa remunerazione sugli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni, stabilita sulla base di criteri previsti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze». Ma mancano ancora le indicazioni del Governo su questo punto; perciò le cose potrebbero ulteriormente cambiare quando - si dice a giorni - verrà reso noto il cosiddetto bando-tipo per le "aste".

Verso i bandi di gara

Nel frattempo le amministrazioni comunali come Viareggio (ma anche Camaiore ha inviato lettere simili a 16 concessionari balneari) si muovono con i provvedimenti preparatori «sulla base della legge attuale: non potrebbero fare altrimenti», ammette Stefania Frandi, responsabile giuridico del sindacato Sib Confcommercio. Anche perché l’Antitrust sta sollecitando i Comuni, con richiami e ricorsi al Tar, a far partire l’iter delle gare. E altrove non è che stiano fermi: a Sarzana, a pochi chilometri da qui, i bandi di gara sono già stati pubblicati. Su questo ha influito il pressing del Tar della Liguria, che ha concesso pochi margini alle amministrazioni locali. Con conseguenze anche sulla stagione turistica attuale.Così non sarà in Toscana e quindi neanche in Versilia, assicura Frandi. «Non ci sono i tempi tecnici per bandi di gara che vadano a incidere sull’estate in arrivo - dice la rappresentante del Sib - Ragionevolmente, si andrà a dopo l’estate e comunque prima dell’inizio della stagione turistica 2027».

Alcuni bagni al sicuro?

L’estate prossima, infatti, è il termine entro cui le concessioni dovranno essere riassegnate tramite gara a evidenza pubblica. Ma non sarà così per tutti gli stabilimenti. Il Sib Confcommercio è convinto che ci siano elementi per tenere alcuni bagni al sicuro: quelli che hanno già fatto il cosiddetto "atto formale", cioè il rinnovo della concessione con garanzia di investimenti, «e in generale tutti i balneari che sono passati da una forma di evidenza pubblica - sostiene Frandi - La sentenza recente del Tar del Lazio è indicativa in questo senso».

Rischio ricorsi 

Infatti quello che contestano i tribunali in ogni sede, italiana o europea, è la proroga automatica della concessione, senza alcuna valutazione di merito da parte dell’amministrazione pubblica. «Se i giudici riconoscono che c’è stata una gara del Comune, come noi riteniamo sia avvenuto anche nelle nostre zone - aggiunge la referente Sib - la concessione non deve essere riassegnata. Chiaramente si dovrà valutare caso per caso, ma noi pensiamo che anche la pubblicazione della procedura sul Bollettino regionale sia una caratteristica utile al nostro ragionamento. Procedura seguita, ad esempio, da quasi tutti gli stabilimenti di Lido di Camaiore». In ogni caso, sarà materia di dibattito, se non scontro, in tribunale.Scontro che hanno assicurato i balneari, pronti a difendersi nelle aule giudiziarie.

A Camaiore, spiega l’ex presidente dell’associazione di categoria Marco Daddio, «abbiamo chiesto una dilazione dei tempi per le perizie sugli indennizzi. Se temiamo conseguenze sull’estate? Non lo riteniamo possibile». Stefania Frandi conferma: «Quando ci sarà il periodo di apertura obbligatoria degli stabilimenti balneari, le amministrazioni non potranno interrompere l’attività su spiaggia per completare i procedimenti di gara». Tecnicamente rischiano, infatti, di commettere una violazione. «Noi crediamo - conclude Frandi - che procedure corrette e nei tempi giusti possano evitare una pioggia di ricorsi». Di fatto l’ultima arma in mano ai balneari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

In Primo Piano

La guerra

L'Iran richiude Hormuz. Da Trump stop ai raid in Libano: Netanyahu “scioccato”

di Redazione web
Speciale Scuola 2030