Salute
Versilia, penuria di stagionali. L'hotel Joseph: «Su 13 addetti alle camere, un solo italiano»
L’allarme lanciato dal direttore della struttura Francesco Bracciotti: «Nessun supporto per i lavoratori da fuori». Le figure richieste per il 2026
MARINA DI PIETRASANTA. Numerose difficoltà legate alla ricerca di personale qualificato nella zona versiliese per la stagione estiva. Sono quelle che denunciano Francesco Bracciotti e Nadia Squalli, direttore e governante dell’Hotel Joseph di Marina di Pietrasanta. I giovani entrano infatti sempre più tardi nel mondo del lavoro o scelgono percorsi diversi, mentre le istituzioni locali non sembrano disposte a offrire agevolazioni per chi arriva per lavorare da altre zone d’Italia o dall’estero.
Mancanza di personale
«Le generazioni passate stanno passando il testimone, ma le nuove tardano a raccoglierlo – spiega Bracciotti – a livello sociologico ci sono diverse motivazioni per cui è difficile trovare personale, soprattutto personale qualificato: il periodo degli studi si è allungato e le possibilità lavorative sono più ampie rispetto a 40 anni fa, quindi molti intraprendono un altro tipo di carriera». D’altro canto «chi vive in Versilia sa bene che questa è una zona turistica in cui si lavora durante la stagione estiva – aggiunge Squalli – ma mi domando: con tutti gli hotel, i ristoranti e gli stabilimenti balneari presenti, quante persone si preparano per lavorare nel settore turistico? Basti pensare che, tra il personale dell’hotel, c’è una sola ragazza proveniente dal territorio di Pietrasanta, ed è di origine senegalese; invece su 13 addetti alle camere c’è un solo italiano».
Il problema del caro affitti
La famiglia Bracciotti possiede diversi alberghi e due stabilimenti balneari nella zona della Versilia, e negli ultimi tempi si è dotata di un ufficio risorse umane interno che supporti la gestione del personale. Molte persone, infatti, non vengono riconfermate perché trovano un’occupazione stabile o terminano gli studi, e così ogni anno si rende necessario inserire circa una cinquantina di nuove figure, pari a circa il 40% del totale del personale necessario. In questo contesto emergono criticità, legate sia alla formazione sia alla gestione del personale. «I problemi sono due – spiega la governante dell’hotel Joseph – da un lato la mancanza di scuole che formino adeguatamente i giovani, dall’altro l’impossibilità di ospitare chi viene da fuori per lavorare durante la stagione. Dal primo punto ne deriva che si ricorra spesso a personale proveniente dal sud Italia o a lavoratrici straniere: i primi devono affrontare il problema del caro affitti, perché noi non riusciamo a offrire alloggio a tutti, mentre con le seconde si presenta il problema della lingua. Servirebbero agevolazioni per chi si sposta qui per lavorare – conclude – ma il Comune e la Prefettura non offrono supporto».
Le figure più richieste
Sul fronte della formazione, anche il sistema scolastico non sembra riuscire a rispondere pienamente alle esigenze del settore. «L’istituto alberghiero dà una buona preparazione teorica e pratica – spiega il direttore Bracciotti – ma durante la stagione molti preferiscono trovare altre occupazioni. Chi viene dall’alberghiero spesso usa il lavoro stagionale come trampolino di lancio per entrare nel mondo del lavoro in generale, non per costruirsi una carriera negli hotel».
Le difficoltà variano anche in base alle mansioni richieste, con un divario tra ruoli più semplici e figure altamente specializzate. «Le figure più richieste sono i camerieri, non tanto per la difficoltà del ruolo quanto per il numero necessario – spiega il direttore dell’hotel Joseph – manca spesso personale in sala, in cucina e nelle camere. Le posizioni più complesse, che richiedono maggiore qualificazione, sono invece quelle di capo servizio o maître, governante o chef, seguite dal sous-chef e da chi affianca lo chef in cucina. La portineria, invece, resta il ruolo più semplice da coprire».
Le nuove strategie
Per gestire la complessa situazione negli ultimi anni sono state adottate nuove strategie per la ricerca del personale. «Negli ultimi due anni abbiamo migliorato la gestione delle risorse umane pubblicando annunci online, invece di basarci solo sul passaparola come abbiamo fatto per 60 anni – spiega Bracciotti – oggi è difficile usare solo quel metodo, perché il bacino locale è sempre più ristretto, mentre così possiamo cercare in tutta Italia. Questo ha migliorato l’efficienza della ricerca e della selezione e ha mantenuto un buon livello di servizio, nonostante il ricambio sia lento. In futuro avremo bisogno di ulteriori strumenti, sia telematici sia legati alla formazione».
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