**Bce: minute Consiglio, alcuni paesi volevano aumento tassi già a luglio**
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Roma, 27 ago. - (Adnkronos) - Sebbene la decisione finale di tenere fermi i tassi di riferimento sia stata adottata all'unanimità, nella riunione del Consiglio direttivo della Bce del 22 e 23 luglio scorso, alcuni governatori - verosimilmente dei paesi 'falchi' - hanno fatto sapere che comunque "non si sarebbero opposti a un aumento dei tassi". A rivelare la sottile spaccatura nell'organismo decisionale dell'Eurotower sono le minute dell'incontro appena diffuse. Il resoconto riporta come "questi membri hanno sottolineato la scarsa probabilità" di uno scenario rassicurante "in cui un ulteriore aumento dei tassi non sarebbe giustificato". Per questi 'falchi' nella decisione su un eventuale rialzo "il vantaggio di attendere era limitato". Naturalmente a preoccupare è la possibile evoluzione macroeconomica con le ripercussioni sul fronte dei prezzi: per questo tali membri "hanno posto grande enfasi sui rischi al rialzo per le prospettive di inflazione". Memori delle conseguenze negative della scelta di prendere tempo in occasione del balzo dei prezzi del 2022 questi governatori - si legge - hanno ricordato come "una risposta tardiva della politica monetaria potrebbe ritardare il ritorno dell'inflazione al 2%, influenzare le aspettative di inflazione in modo più duraturo e richiedere un inasprimento ancora maggiore in seguito, danneggiando sia le famiglie che le imprese". Per questi paesi "i tassi di interesse dovrebbero spostarsi in territorio moderatamente restrittivo, poiché gli attuali tassi di interesse non erano considerati un freno per l'economia, un'opinione corroborata dall'ulteriore accelerazione della crescita dei prestiti a imprese e famiglie".
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