Il dolore
Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati: come fare domanda subito
Per molti contribuenti si apre la possibilità di regolarizzare vecchie pendenze con uno sconto sulle somme dovute: ecco quali debiti possono rientrare nell’agevolazione, le scadenze da rispettare e come verificare in pochi passaggi se si ha diritto ad aderire
Prende il via venerdì 16 ottobre la nuova finestra per aderire alla cosiddetta Rottamazione-quinquies dedicata ai debiti affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione da Comuni, Regioni e altri enti locali. Una misura che può consentire a molti contribuenti di regolarizzare vecchie pendenze fiscali pagando soltanto l'importo dovuto, senza sanzioni e interessi, oppure ottenendo consistenti riduzioni nel caso delle multe stradali. L’agevolazione può riguardare diversi tributi locali, tra cui Imu, Tari, bollo auto e sanzioni amministrative. Tuttavia non tutti i debiti possono essere automaticamente inclusi nella procedura: molto dipende dalle scelte adottate dai singoli enti territoriali e dalle modalità con cui è stata affidata la riscossione.
Come verificare i debiti ammessi
Il primo passo per capire se si può beneficiare della rottamazione è richiedere il Prospetto informativo all'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Si tratta del documento che contiene l'elenco delle cartelle e degli avvisi ammessi all'agevolazione, insieme all'importo da versare usufruendo degli sconti previsti dalla norma. La richiesta può essere effettuata online attraverso l'area riservata del portale utilizzando Spid, Carta d'identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. In alternativa è disponibile una procedura accessibile anche senza credenziali, allegando un documento di riconoscimento e compilando l'apposito modulo. Dopo la richiesta, il contribuente riceverà via e-mail il collegamento per scaricare il prospetto e verificare le proprie posizioni.
Domande entro il 15 dicembre
Una volta individuati i debiti che rientrano nell'agevolazione, sarà possibile presentare la domanda direttamente sul sito dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Chi accede con Spid, Cie o Cns troverà già visualizzate le posizioni rottamabili e potrà selezionare quelle da inserire nella richiesta. Chi utilizza la procedura pubblica dovrà invece indicare manualmente le cartelle interessate e allegare la documentazione richiesta. La scadenza per presentare la domanda è fissata al 15 dicembre 2026.
Non tutti i tributi sono inclusi
Uno degli aspetti più importanti da verificare riguarda proprio l'effettiva adesione degli enti locali. La normativa nazionale consente infatti la rottamazione di diverse tipologie di debiti, ma l'applicazione concreta varia da territorio a territorio. Ad esempio, una Tari non pagata può essere inclusa nella procedura se il Comune ha affidato il recupero all'Agenzia delle Entrate-Riscossione e ha aderito all'agevolazione. Diversamente, la misura non sarà utilizzabile. Secondo quanto comunicato dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione, sono circa 1.500 gli enti che hanno aderito all'iniziativa.
Cosa si paga e cosa viene cancellato
Per le imposte e i tributi ammessi alla definizione agevolata il contribuente dovrà versare il debito originario, senza le sanzioni e gli interessi maturati. Nel caso delle multe stradali, invece, resterà dovuto l'importo della sanzione principale, mentre verranno eliminati gli interessi, le maggiorazioni per ritardato pagamento e gli eventuali costi aggiuntivi di riscossione.
Quando arriverà la risposta
La presentazione della domanda non produce effetti immediati sul debito. Sarà infatti l'Agenzia delle Entrate-Riscossione a esaminare le richieste e a comunicare successivamente l'esito. Entro il 28 febbraio 2027 i contribuenti riceveranno una comunicazione con l'accoglimento o meno della domanda, l'importo definitivo da versare e il calendario delle scadenze.
Pagamento in unica soluzione o fino a nove anni
Chi aderirà alla rottamazione potrà scegliere tra il pagamento in un'unica soluzione e quello dilazionato. Nel primo caso, il versamento dovrà essere effettuato entro il 31 marzo 2027. In alternativa sarà possibile rateizzare il debito fino a un massimo di 54 rate bimestrali, distribuite nell'arco di nove anni. Le rate dovranno avere un importo minimo di 100 euro e saranno soggette a un interesse annuo del 3% a partire dal 1° aprile 2027.
Attenzione alla decadenza
La definizione agevolata prevede però regole rigide. Chi non versa due rate, anche non consecutive, oppure non paga integralmente l'ultima rata prevista dal piano di rientro, perde i benefici della rottamazione. In quel caso torneranno dovute anche le somme precedentemente cancellate grazie all'agevolazione, mentre gli importi già versati verranno considerati semplici acconti sul debito originario.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
