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Il progetto

Economia blu e innovazione marittima: nasce Eit Water

di Maurizio Campogiani

	Un momento dell'incontro
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Un momento dell'incontro

Presentata a Malaga una nuova organizzazione a livello europeo progettata per sostenere l’innovazione nei settori dell’acqua, del mare e delle attività marittime in tutto il continente e nel Mediterraneo

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Cluster Big, cluster tecnologico dell’economia del mare, ha annunciato il proprio ingresso come membro strategico di Eit Water, l’organizzazione dedicata all’innovazione e allo sviluppo sostenibile nei settori dell’acqua, dell’ambiente marino e delle attività marittime.

Ieri, 15 ottobre, a Malaga, Eit Water è stata presentata al pubblico dopo mesi di lavoro dedicati alla definizione di un’organizzazione progettata per sostenere l’innovazione nei settori dell’acqua, del mare e delle attività marittime in tutta Europa. Mercoledì scorso, a Napoli, si è svolta l’assemblea dei soci di Cluster BIG, il Cluster Tecnologico Nazionale italiano dedicato all’economia del mare, nel corso della quale il presidente Giorgio Ricci Maccarini ha annunciato l’ingresso ufficiale di BIG in EIT Water.

«Ho voluto condividere questa anticipazione con i nostri soci proprio a Napoli, poco prima di partire per la Spagna per partecipare all’evento di lancio di Eit Water – commenta Ricci Maccarini – credo, infatti, che ci troviamo di fronte a un passaggio decisivo per lo sviluppo della capacità di realizzare progetti innovativi nella Blue Economy. Il nostro obiettivo è essere una rete capace di mettere in connessione il mondo della ricerca, le imprese, le università e i soggetti pubblici e privati, proprio come fa EIT Water a livello europeo, con la capacità di trasformare le innovazioni in soluzioni concrete e di ampliarne la portata, mobilitando competenze, partner e investimenti. In questo modo rafforziamo l’impatto delle nostre attività e, soprattutto, mettiamo i nostri soci, attuali e futuri, in una posizione di vantaggio rispetto a queste opportunità».

«L’ingresso in EIT Water – prosegue Ricci Maccarini –  consentirà, da un lato, di valorizzare il ruolo della Blue Economy italiana in questo settore, raccontandone esperienze e competenze attraverso il punto di osservazione privilegiato di Cluster BIG, in una prospettiva europea e mediterranea, anziché esclusivamente nazionale. Il Cluster può inoltre già contare su una rete particolarmente articolata di accordi di collaborazione con i Paesi costieri, soprattutto lungo le sponde meridionali del Mediterraneo. Questa stretta collaborazione contribuirà anche all’evoluzione di Cluster BIG, che potrà beneficiare fin da subito di una visione integrata dell’idrosfera: dai fiumi ai mari, dai canali ai porti, dalle falde acquifere ai fondali marini. Il nuovo strumento europeo per l’innovazione consentirà al Cluster di ampliare il proprio raggio d’azione ben oltre la dimensione strettamente marittima, inserendo le competenze dell’economia blu italiana in un ecosistema europeo che affronta il tema dell’acqua in modo integrato, dai bacini fluviali al mare, passando attraverso i sistemi idrici».

«Ritroviamo nella KIC la stessa filosofia che ha dato vita a BIG dieci anni fa – conclude Ricci Maccarini – ovvero un partenariato pubblico-privato composto da soggetti complementari, attivi in uno specifico settore, che intendono promuoverne la competitività e la sostenibilità attraverso l’innovazione tecnologica. Anche in questo caso, l’EIT sosterrà la fase di avvio per i primi 15 anni attraverso fondi europei, con l’obiettivo di favorire un contesto in cui imprese, ricerca e amministrazioni locali possano collaborare a progetti condivisi, nel rispetto dei rispettivi ruoli e all’interno di una visione europea e mediterranea».

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