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People Mover, a Pisa costa caro ma Firenze pensa di copiarlo

di Libero Red Dolce

	Il Pisa Mover è entrato in funzione nel 2017
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Il Pisa Mover è entrato in funzione nel 2017

Una delibera regionale stanzia altri 800mila euro per il collegamento al Galilei. Otto milioni in 9 anni, ma i passeggeri restano meno della metà del previsto

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PISA. Il People Mover di Pisa viaggia a metà della velocità prevista, almeno a guardare i numeri dei passeggeri. Nel frattempo, il conto per le casse pubbliche supera gli otto milioni di euro di contributi regionali per l’esercizio, con il biglietto per un viaggio di sola andata che è passato dai 2, 70 euro del debutto ai 6, 50 attuali. Tradotto in costo al chilometro, fanno 3, 69 euro: la linea è lunga 1, 76 chilometri. Per un confronto, il Marconi Express di Bologna (considerato uno dei più cari d’Italia), che collega la stazione ferroviaria all’aeroporto, costa 12,80 euro per circa 5 chilometri: 2,56 euro al chilometro. Il collegamento pisano risulta così più caro del 44% circa.

Mentre il collegamento automatico tra la stazione centrale e l’aeroporto Galilei cerca un equilibrio economico, a Firenze si lavora a un progetto analogo per unire Santa Maria Novella alla futura stazione dell’Alta velocità di Belfiore.

La delibera della Regione

A mettere nero su bianco l’ultimo finanziamento all’opera pisana è la delibera approvata dalla giunta regionale il 5 ottobre 2026: altri 819mila euro al Comune di Pisa per il servizio nell’anno in corso. La cifra si aggiunge a una lunga serie di stanziamenti avviati nel 2017, quando la navetta automatica tra la stazione ferroviaria e l’aeroporto Galileo Galilei entrò in funzione. Considerando anche i 646. 224,65 euro assegnati per il periodo dal 19 marzo al 31 dicembre 2017, il totale dei contributi regionali per la gestione raggiunge 8 milioni e 17. 224,65 euro.

Nell’accordo approvato nel 2011 tra Regione, Comune, Provincia, Sat, Rfi e Fs Sistemi Urbani, la Regione si impegnava a sostenere il servizio senza aumentare la spesa rispetto alle risorse destinate al collegamento ferroviario preesistente. Per la tratta Pisa Centrale-aeroporto, il contratto di servizio con Trenitalia prevedeva un contributo annuo di 613mila euro più Iva. Il bando per la concessione del People Mover fissava invece un contributo massimo di 833. 333 euro l’anno; il piano economico-finanziario riequilibrato approvato dal Comune nel gennaio 2015 lo quantificò in 819mila euro. È la cifra che la Regione ha poi stanziato ogni anno dal 2018 al 2026.

Sale il prezzo del biglietto

Nel frattempo, il prezzo per chi sale sulla navetta è cresciuto. E non poco. Al debutto, nel marzo 2017, il biglietto costava 2,70 euro. Nell’agosto 2019 è passato a 5 euro, con un aumento di oltre l’85%; dal primo gennaio 2024 è salito ancora, a 6,50 euro. In sette anni il rincaro complessivo è stato del 140,7%. Le agevolazioni per i residenti sono rimaste escluse dall’ultimo aumento. Nel 2021, inoltre, il Comune aveva disposto un contributo straordinario di 1,8 milioni di euro per sostenere la società nella fase segnata dagli effetti della pandemia e dagli scostamenti rispetto alle previsioni del piano economico-finanziario.

Il nodo passeggeri

Il nodo resta quello dei passeggeri. Le stime cambiano a seconda dei documenti e delle fasi progettuali. La documentazione tecnica legata al progetto indicava 2 milioni di passeggeri annui nel periodo 2015-2020 e 2,6 milioni dal 2020 in poi. La presentazione della Regione Toscana del 2017 parlava invece di oltre 2,5 milioni di utenti all’anno. Un’interrogazione presentata al Consiglio regionale nel maggio 2018 citava il piano economico-finanziario della concessione, che stimava 1,8 milioni di utenti occasionali l’anno, circa 4. 900 al giorno, pari al 36% del traffico aeroportuale allora previsto, quantificato in 5 milioni di passeggeri. Sono proiezioni diverse, riferite a documenti e momenti distinti, ma tutte superiori ai flussi effettivamente registrati.

Nel 2018 gli utenti occasionali furono 1. 134. 550; nel 2019 arrivarono a circa 1,2 milioni. Dopo la pandemia, il traffico non è tornato stabilmente su quei livelli: nel 2023 furono 1. 077. 511, nel 2024 1. 045. 511, con una flessione del 2,97%. Nel 2025 la ripresa ha portato gli utenti a 1. 104. 587, il 5,65% in più rispetto all’anno precedente. Il dato resta comunque lontano dalla soglia di 2,6 milioni indicata in alcune previsioni: poco più del 42%.

Nello stesso periodo, lo scalo pisano ha continuato a movimentare milioni di passeggeri. Nel 2017 furono circa 5,23 milioni, saliti a 5,45 milioni nel 2018; nel 2019 si attestavano a 5,39 milioni. La pandemia ha ridotto il traffico a circa 1,3 milioni nel 2020 e 2 milioni nel 2021. Poi la ripresa: 4,49 milioni nel 2022, circa 5,1 milioni nel 2023, 5,55 milioni nel 2024 e quasi 5,98 milioni nel 2025, nuovo record per lo scalo. L’aeroporto cresce, dunque, ma il People Mover continua a intercettarne soltanto una parte.

Lo studio per Firenze

Il progetto pisano torna intanto a fare da riferimento nel dibattito sulle infrastrutture toscane. A Firenze si ragiona su un collegamento automatizzato tra Santa Maria Novella e la futura stazione dell’Alta velocità di Belfiore. Lo scorso maggio Rfi avrebbe dovuto presentare alla Regione uno studio di fattibilità entro la fine del mese. Il tracciato ipotizzato è di circa un chilometro, con corse ogni 10-15 minuti. Il piano regionale delle infrastrutture indica un investimento stimato in 89,4 milioni di euro e una capacità potenziale di 21mila passeggeri al giorno. Ma il progetto è ancora in fase di definizione: finanziamento e realizzazione non sono dati per acquisiti. Un’ipotesi ancora da sviluppare, ma che pone già una questione concreta: come stimare la domanda e garantire la sostenibilità economica prima di impegnare nuove risorse pubbliche.

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