Gasolio, salta già il tetto a 2,19 euro al litro di Eni: “colpa” delle accise mobili – Cosa succede ora e i prezzi dei distributori live
Da oggi è terminato lo sconto di 6,1 centesimi introdotto nei mesi scorsi. Il governo non ha ancora varato il nuovo intervento annunciato, mentre sulla rete italiana emergono differenze significative tra le diverse compagnie
Il prezzo del gasolio torna a salire dopo la fine dello sconto sulle accise. Da martedì 6 ottobre il quadro dei carburanti cambia nuovamente: l’agevolazione di 6,1 centesimi al litro è terminata e, almeno per il momento, non è stato introdotto il meccanismo delle cosiddette accise mobili che avrebbe potuto attenuare l’impatto dell’aumento. A segnalare la situazione è l’Unione nazionale consumatori, che evidenzia come in Gazzetta Ufficiale non risulti pubblicato, finora, alcun provvedimento relativo allo sconto collegato alle accise mobili.
Che cosa sono le accise mobili
Il meccanismo nasce con l’obiettivo di utilizzare una parte delle maggiori entrate fiscali generate dall’aumento del prezzo dei carburanti. Il motivo è legato all’Iva: essendo applicata con un’aliquota del 22%, quando cresce il prezzo alla pompa aumenta automaticamente anche il gettito incassato dallo Stato. Le accise mobili consentono di destinare una parte di queste maggiori entrate alla riduzione delle accise, alleggerendo così il prezzo finale pagato dagli automobilisti. Il punto è particolarmente rilevante in questi giorni perché dal 6 ottobre l’accisa sul gasolio è tornata al valore ordinario previsto dallo scorso primo gennaio: 672,90 euro ogni mille litri. Rispetto al periodo precedente significa un incremento di 50 euro per mille litri. L’eventuale applicazione delle accise mobili avrebbe quindi potuto compensare, completamente o almeno in parte, la fine dello sconto di 6,1 centesimi al litro scattata ieri.
Il nuovo prezzo fissato da Eni
La variazione si riflette anche sulla politica dei prezzi di Eni. La compagnia aveva introdotto dal 28 settembre un tetto al prezzo di benzina e gasolio, collegandolo esplicitamente all’agevolazione fiscale sulle accise allora in vigore. Secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana, oggi Eni ha incrementato di circa 6 centesimi al litro il prezzo consigliato del gasolio. Di conseguenza, il limite precedentemente fissato a 2,19 euro al litro è stato portato a 2,25 euro. L'incremento indicato per i prezzi Eni, comprensivo dell’Iva, è dunque di 6 centesimi al litro. L'effetto sui prezzi medi nazionali rilevati finora è invece decisamente più contenuto.
Perché IP, Q8 e Tamoil non hanno alzato il loro tetto
La situazione delle altre compagnie è differente. IP, Q8 e Tamoil hanno annunciato l’intenzione di contenere i prezzi, ma senza indicare un vero e proprio prezzo massimo al quale attenersi. Per questo motivo la fine dello sconto sulle accise non ha prodotto necessariamente lo stesso adeguamento registrato da Eni. I listini rilevati il 5 ottobre, quando l’agevolazione era ancora in vigore, indicavano per il diesel prezzi consigliati pari a 2,232 euro al litro per IP, 2,194 euro per Q8 e 2,227 euro per Tamoil. Va inoltre considerato che le iniziative di contenimento dei prezzi non interessano necessariamente l’intera rete di distributori appartenenti alle singole compagnie.
Quanto costa oggi il carburante
Le rilevazioni sui prezzi medi nazionali mostrano già un movimento sul gasolio. Secondo i dati diffusi dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, sulla rete stradale il prezzo medio in modalità self è oggi di 2,043 euro al litro per la benzina, in calo di 5 millesimi rispetto al giorno precedente, e di 2,244 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, la benzina self service si attesta mediamente a 2,054 euro al litro, con una diminuzione di 8 millesimi, mentre il gasolio raggiunge 2,267 euro al litro, in aumento di un millesimo. I dati medi nazionali, dunque, non riflettono ancora pienamente l’incremento applicato da Eni al proprio prezzo consigliato.
Ora la decisione spetta al governo
Resta aperto il nodo delle accise mobili. Il governo aveva prospettato la possibilità di intervenire attraverso questo meccanismo e la questione è stata nuovamente richiamata nelle ultime settimane. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ne aveva parlato il 16 settembre, contestualmente all’annuncio della sospensione del bollo auto per i veicoli fino a 80 kW, vale a dire circa 109 cavalli. La possibilità di ricorrere alle accise mobili è stata poi confermata anche dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso nella giornata di ieri, 5 ottobre. Per gli automobilisti, quindi, resta da capire se e quando arriverà un nuovo intervento fiscale capace di attenuare l’aumento determinato dalla fine dello sconto. Nel frattempo, il gasolio ha già iniziato a risentire del ritorno alle accise ordinarie.
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